5 cose essenziali da sapere sull’olio di palma

5 cose essenziali da sapere sull’olio di palma

Ultimamente si parla talmente tanto di olio di palma, che sono passate in secondo piano persino le natiche di Belen. Ma come ha fatto ad attirare così tanto l’attenzione su di sé?

È dannoso come dicono? Fa venire il cancro o il diabete o entrambi? Distrugge il pianeta? Va boicottato assolutamente per essere responsabili?

5 punti per capire l’Olio di Palma

Vediamo in 5 brevi punti quel che c’è di vero e di falso su tutto ciò che si sente dire su questo ingrediente

1. Cos’è

L’olio di palma è un grasso vegetale estratto dal frutto della palma, le drupe, che per le sue qualità viene ampiamente impiegato nell’industria cosmetica e alimentare.

2. Perché si usa

L’olio di palma è un olio vegetale unico nel suo genere, nonostante la sua origine, ha la composizione chimica molto più simile al burro in quanto è ricco di grassi saturi (palmitico, stearico e laurico) e questo lo rende molto versatile per le produzioni dolciarie in campo industriale. Costa molto poco rispetto agli altri tipi di olio ed è praticamente insapore ed è più resistente all’irrancidimento, il che ne aumenta la versatilità.

3. Quanto fa male?

Dipende da quanto ne consumiamo. Essendo composto di grassi saturi, va considerato esattamente come tutti gli altri grassi saturi, come il burro appunto (grassi saturi nell’olio di palma: 49,3g/100g e nel burro 51,3g/100g). Quindi consumare tanto olio di palma fa male esattamente tanto quanto consumare molto burro. Quello che fa male alla salute, aumentando il rischio cardiovascolare, non è la fonte di grassi saturi, quanto i grassi saturi stessi. Questo non vuol dire che la merenda comprata con olio di palma tra gli ingredienti faccia per forza male, mentre il ciambellone fatto in casa a base di burro faccia bene. Vanno limitati entrambi

4. E l’ambiente?

Sicuramente gli effetti negativi della sua coltivazione sull’ambiente ci sono: come per tutte le piantagioni su larga scala prevede l’abbattimento di molte foreste, riducendo la biodiversità e intaccando gli ecosistemi. Ma in questo, fondamentalmente, non è tanto diverso da qualsiasi altra piantagione. Quindi possiamo chiederci: se al posto delle palme, coltivassimo altre piante da olio? Non risolveremmo il problema, anzi: la produttività della palma è molto alta, quindi con altre piante dovremmo occupare più spazio e deforestare ancora di più.

5. E Quindi cosa fare?

Limitare le merendine e i prodotti industriali per seguire un’alimentazione più leggera e naturale possibile, e scegliere con cura gli ingredienti quando cuciniamo a casa; non farsi spaventare dagli allarmismi che si sentono e leggono in giro ed affidarsi ai professionisti del settore per fare domande e risolvere dubbi.

 

Autore

Giulia Vincenzo 19 posts

Laureata all’Università Sapienza di Roma in Scienze Biologiche e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica, con Master di II livello in Dietetica e Nutrizione all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Gemelli (Roma). Oggi lavora come nutrizionista e continua a studiare e aggiornarsi per capire a fondo i meccanismi dell’uso dei nutrienti e relative patologie per poter aiutare sempre meglio chi ne soffre. Ha un sito personale (www.giuliavincenzo.it) e gestisce la pagina Facebook “Mangiare intelligentemente“.

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