No al paracetamolo in gravidanza: rischio di ADHD per il bimbo

No al paracetamolo in gravidanza: rischio di ADHD per il bimbo

Il paracetamolo si rivela dannoso per il feto. Secondo uno studio danese il principio attivo potrebbe essere collegato all’insorgenza di disturbi comportamentali che vanno sotto l’acronimo Adhd (sindrome da deficit di attenzione e iperattività).

Lo studio

Lo studio pubblicato lunedì 24 Febbraio 2014 sulla rivista Jama Pediatrics ha analizzato i dati raccolti su 64 322 bambini tra il 1996 e il 2002. Le loro madri sono state chiamate regolarmente durante la gravidanza ed è stato chiesto loro se e quali antidolorifici avevano usato per trattare dolore e febbre.Circa la metà di esse aveva preso il paracetamolo.

Fino ad ora la Tachipirina, se presa nelle quantità consigliate, è stata ritenuta da molti medici il miglior analgesico da assumere durante la gravidanza, non avendo mai rappresentato un pericolo per il cervello del bambino in via di sviluppo né causa di un eventuale calo del QI.

I numeri

I ricercatori non sono stati in grado di fare una chiara stima del rischio sulla base della dose però, le donne che hanno riferito di aver assunto il farmaco, avevano un rischio 29 per cento maggiore di avere un bambino con diagnosi di ADHD , e un rischio 37 per cento più alto di una diagnosi più rara chiamata sindrome ipercinetica. Tuttavia, non sono un numero da non sottovalutare. Ma comunque i risultati non mostrano una chiara relazione di causa- effetto.

“I bimbi nati da mamme che hanno preso paracetamolo hanno evidenziato probabilità di avere diagnosi di sindrome dell’attenzione con iperattività elevata (ADHD) più alte del 37% rispetto alla media degli altri bambini. Non solo: il 29% dei piccoli le cui mamme avevano assunto il farmaco hanno mostrato più probabilità di essere sotto cura farmacologica per il disturbo.”

Il consiglio

La notizia va presa con le dovute cautele, dal momento che i dati a che ci arrivano dall’università di Aarhus sono in fase di ulteriore verifica. Ma ad ogni modo il consiglio di Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di Farmacoepidemiologia, Laboratorio per la Salute Materno Infantile, dell’Istituto «Mario Negri» di Milano è di assumere il paracetamolo solo se strettamente necessario. E soprattutto di non allarmarsi, visto che le informazioni che abbiamo non prendono in considerazione la dose di farmaco assunta e il rischio più consistente si osserva nelle donne con un’assunzione prolungata (20 o più settimane), che è rara e potrebbe essere indice della presenza di patologie.

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