Allarme ftalati: le sostanze chimice accusate di danneggiare il sistema riproduttivo

Allarme ftalati: le sostanze chimice accusate di danneggiare il sistema riproduttivo

Negli ultimi anni si è sentito parlare spesso di allarme ftalati, ma a cosa si riferisce esattamente?

L’ allarme ftalati  si riferisce ad un gruppo di sostanze chimiche che vengono largamente utilizzate nell’industria delle materie plastiche perché la loro composizione chimica integrata al polimero migliora la flessibilità  del prodotto finito. Queste sostanze però  sono estremamente dannose per l’uomo.

Già nel 2012 il Ministero della Salute metteva in guardia dalla presenza di ftalati nei giocattoli per bambini. Infatti masticare o succhiare per un lungo periodo di tempo oggetti che contengono ftalati può causare danni al fegato, ai reni e a testicoli. Sono considerati interferenti endocrini che agiscono sul testosterone e sullo sperma.

In realtà entriamo a contatto con gli ftalati quotidianamente, perché sono presenti non solo nei prodotti per la cura personale come shampoo, deodoranti, profumi e smalti, ma soprattutto, secondo numerosi scienziati, in carni confezionate, nel pollame, nel latte intero, nella panna, nelle margarine e addirittura in alcuni oli da cucina.

Ma come avviene la contaminazione degli alimenti?

Gli studiosi ipotizzano che gli ftalati possano migrare dai materiali in PVC come i tubi utilizzati nel processo di mungitura, o dai nastri trasportatori. Addirittura sono stati rilevati ftalati anche nelle confezioni e negli involucri alimentari.

La ricerca sui danni possibili di queste sostanze sono numerose e controverse, tuttavia l’esposizione a ftalati specifici come il di-nibutyl ftalato  e il di ha-ethyhexyl ftalato hanno mostrato di influenzare il sistema di sviluppo e la capacità del sistema riproduttivo maschile, oltre a essere composti potenzialmente cancerogeni. Tuttavia, le malattie collegate agli ftalati sono anche il diabete, il lupus, danni cerebrali, malattie alle vie respiratorie e iperattività (ADHD).

Come evitare gli ftalati?

  • Prediligere i cibi freschi, evitando quelli in scatola
  • Non utilizzare i deodoranti ambientali, piuttosto utilizzare oli essenziali
  • Leggere le etichette dei prodotti acquistati, per accertarsi dell’assenza di ftalati
  • Utilizzare vernici che non contengano composti organici volatili COV o VOC
  • Preferire giocattoli realizzati con materiali naturali, come il legno, evitando quelli di scarsa qualità e dubbia provenienza
  • Preferire i contenitori in vetro rispetto a quelli in plastica
  • Utilizzare detersivi e prodotti per la casa biologici

Esiste un allarme ftalati?

È bene considerare in particolare gli ftalati DEHP, DBP, DIBP e BBP che sono classificati come agenti tossici per la riproduzione sulla base di studi condotti sugli animali. Il loro utilizzo è regolato ed inserito nell’annesso Regolamento REACH come “Substances of Very High Concern” e che esistono almeno due distinte classi di ftalati: quelli a basso peso molecolare e quelli a ad alto peso molecolare. Solo nei primi  sono stati rilevati effetti estremamente dannosi per la salute e per l’ambiente, nei secondi invece non sono state riscontrate analoghe ripercussioni.

Giorgia Isabella Tripaldi

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