Allenarsi al travaglio: che cos’è e a che cosa serve il periodo prodromico?

Allenarsi al travaglio: che cos’è e a che cosa serve il periodo prodromico?

di Francesca Moroni – Ostetrica

Avete mai sentito parlare di periodo prodromico? Questo particolare periodo consiste nell’intervallo di tempo che anticipa l’inizio del travaglio vero e proprio; non si tratta del “falso travaglio” con il quale spesso viene confuso, ma semplicemente di un periodo di preparazione.

Immaginiamoci una partita di calcio: il riscaldamento pre-partita permette ai calciatori di “preparare” i muscoli e di entrare pronti nel vivo della gara; il periodo prodromico è proprio come questo riscaldamento!

Cosa succede durante il periodo prodromico?

La sua funzione quindi è importantissima perché permette alla donna di abituarsi mentalmente all’idea del travaglio, ma soprattutto le permette di entrare in contatto con il proprio bimbo per lavorare insieme al raggiungimento del magnifico obiettivo che è la nascita.

Dal punto di vista fisico, si verifica una maturazione del collo dell’utero che consiste nell’anteriorizzazione e nell’appianamento dello stesso (la cervice si posiziona in avanti per formare un unico canale con il corpo dell’utero e la vagina e si accorcia in lunghezza); nel frattempo il feto tende a progredire in avanti.

Durante questa fase di solito si verifica l’espulsione del tappo mucoso, ovvero muco gelatinoso che fuoriesce dai genitali e che per tutta la gravidanza ha avuto l’importante funzione di proteggere il feto (insieme al sacco amniotico, al liquido e all’utero) dalle “influenze” esterne; talvolta questo fenomeno potrebbe essere associato a scarse perdite ematiche.

Capire le contrazioni

La caratteristica più importante resta la contrazione uterina: il periodo prodromico è caratterizzato da contrazioni irregolari che si manifestano come fastidiose. L’irregolarità è essenziale per distinguere i prodromi di travaglio da travaglio vero e proprio: dobbiamo infatti aspettarci contrazioni che non hanno una pausa regolare e che si distanziano quindi l’una dall’altra con un tempo molto variabile.

Cosa possiamo fare quindi per vivere serenamente questa fase?

Il mio consiglio da ostetrica è, innanzitutto, quello di cercare di dosare il più possibile le energie: dedicarci a ciò che ci fa sentire bene, è un buon modo per permettere al corpo di accumulare le energie per la fase successiva. Durante questo periodo infatti, che può durare anche giorni, è utile rallentare i propri ritmi: il movimento, intervallato da lunghe pause di riposo, ci aiuta a gestire meglio la situazione e a prendere coscienza di ciò che sta accadendo, permettendo anche al corpo di assumere naturalmente e istintivamente alcune posizioni che riducono il fastidio o perlomeno alleviano il dolore della contrazione. Una bella doccia calda inoltre, è un toccasana per il rilassamento!

Non dimenticate della buona musica

La parte più importante di tutto questo percorso però, è il circondarsi di energie positive: l’ambiente accogliente di casa nostra (salvo imprevisti non è necessario recarsi in ospedale), ascoltare buona musica, mangiare mantenendosi leggere, vivere l’intimità col proprio compagno e considerare questa fase come lenta ma necessaria, è sicuramente il modo più utile e naturale per affrontare il periodo prodromico. Ricordiamoci sempre che anche quando “il momento giusto” sembra non arrivare mai, non dobbiamo smettere di credere nella potenza della natura e in ciò che il nostro corpo di donne è capace di fare!

Scrivi a Francesca: f.moroni@pharmawizard.it

Autore

Francesca Moroni 11 posts

È una giovane ostetrica completamente innamorata del proprio lavoro. Durante gli studi di medicina ha scoperto la sua passione per l’ostetricia e così si è laureata con Lode presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Oggi collabora con l’ospedale di Palestrina (RM), assistendo le donne a mettere al mondo una nuova vita, supportandole durante la gravidanza e nell’emozionante fase dell’allattamento.

Lascia il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

You might also like