Resistenza Mortale: una possibile soluzione contro l’antibioticoresistenza dello Staphyloccocus Aureus

Resistenza Mortale: una possibile soluzione contro l’antibioticoresistenza dello Staphyloccocus Aureus

Negli ospedali di tutto il mondo l’MRSA è una delle più temute forme di antibiotico resistenza che si conosca. Si stima che, negli Stati Uniti, sia la seconda causa di morte per infezione.

Lo Staphylococcus Aureus, il re degli stafilococchi

L’MRSA è provocata da ceppi particolari di Staphylococcus Aureus, che hanno la particolarità di resistenti agli antibiotici β-lattamici come le penicilline (meticillina, dicloxacilina, nafcilina, oxacilina, amoxicillina ecc) e le cefalosporine.

La resistenza dello Staphylococcus Aureus non è una “dote” biologica del batterio, ma, come è noto, è il risultato di un processo innescato dall’uomo: l’uso indiscriminato di antibiotici ad ampio spettro che, nel tempo, ha fornito ai batteri le informazioni genetiche per sviluppare le difese più adeguate per la loro sopravvivenza.

Le conseguenze dell’MRSA

L’MRSA di solito di manifesta come un’infezione grave della cute e dei tessuti molli, endocardite (infezione dei tessuti interni del cuore), polmonite, sepsi e sindrome da shock tossico. Le infezioni da MRSA possono essere veramente molto pericolose negli ospedali in cui sono presenti di frequente pazienti con ferite aperte e con difese immunitarie ridotte o in luoghi particolarmente affollati (come le carceri, i dormitori, gli spogliatoi delle palestre, le caserme,ecc. ) quando non vengono rispettate le corrette procedure di igiene.

L’unione fa la forza

Un recente studio pubblicato su “Science Translational Medicine” dimostra che i farmaci β-lattamici potrebbero risultare efficaci nei confronti dello Staphylococcus aureus se associati ai composti sintetici, tarocin A e tarocin B, che bloccano un enzima coinvolto nella produzione di acido teicoico. L’acido teicoico è un componente delle cellule del batterio, che si pensa sia alla base della resistenza ai ß-lattamici del MRSA. Dalla ricerca emerge che nella coltura in vitro i soli inibitori dell’acido teicoico non hanno alcun effetto, mentre in associazione con ß-lattamici riescono a sopprimere vari ceppi di Mrsa.

Nei topi affetti da MRSA trattati con questa combinazione di farmaci si è mostrata una riduzione dell’infezione e un aumento della sopravvivenza. Si potrebbe dunque rilanciare l’efficacia degli antibiotici ß-lattamici.

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