Baby Massage: l’amore in un tocco!

Baby Massage: l’amore in un tocco!

Con il termine Baby Massage si indica una serie di tecniche che consentono di  massaggiare e coccolare il neonato. 
Si può iniziare intorno ai 2 mesi di vita del bambino e continuarlo fino ai 6-12, o comunque finché lui stesso lo permetterà, e ripetere per una o più volte al giorno.
Sarebbe opportuno che diventi una sorta di rito giornaliero, uno squarcio di tempo che il genitore ritaglia solo per il bambino, senza distrazioni e senza fretta!

Quali benefici porta?

Numerosi sono i benefici che il tocco gentile e affettuoso sul corpo del bambino può portare sia per lui, che per mamme e papà!

Per il bambino:

L’applicazione corretta del massaggio produce nel bambino una condizione di benessere e rilassamento.
Favorendo il rilassamento, infatti, migliora il sonno e si sciolgono tutte quelle tensioni causate dagli eccessivi stimoli che le prime fasi di vita naturalmente prevedono.

Attraverso il massaggio si riesce a stimolare tutti gli apparati (circolatorio, ormonale, immunitario, digerente, linfatico, respiratorio e nervoso), si favorisce  lo sviluppo sensoriale e neurologico e la presa di coscienza del proprio corpo. Inoltre si reca sollievo dalle coliche gassose e dalla stitichezza, perché favorisce il transito intestinale e diminuisce la tensione muscolare.

Il massaggio permette di migliorare il rapporto col genitore che massaggia grazie al contatto fisico, ma anche agli sguardi alla comunicazione verbale, all’intimità che si crea in quei momenti. Permette inoltre al bambino di riconoscere il tocco buono da quello “cattivo”.

Per il genitore:

Massaggiare il proprio bambino consente al genitore di conoscerlo meglio, di capirne quindi più facilmente i bisogni e i segnali: migliorano le competenze genitoriali e di conseguenza aumenta l’autostima!
Per la mamma, fare qualcosa di così utile e dolce per il proprio bambino riduce la malinconia tipica dei primi giorni del puerperio; per il papà, che di solito è la figura che passa meno tempo col bambino, dedicare quella mezz’ora di tempo al massaggio la sera di ritorno dal lavoro, permette di coinvolgerlo in un rito di coccole che può diventare solo il loro.

Cosa serve?

Per iniziare a massaggiare il proprio bambino serve innanzi tutto:

  • un luogo tranquillo, pulito e al riparo da correnti d’aria (il bambino deve poter rimanere nudo);
  • relax del genitore che massaggia: se chi massaggia è stressato o nervoso, non riuscirà a trasmettere armonia attraverso il tocco ma anzi, avrà l’effetto contrario;
  • un telo di cotone o tappetino assorbente;
  • olio naturale, per esempio quello di mandorle dolci, pressato a freddo;
  • tempo da dedicare al bambino.

Dove impararlo?

Per imparare a massaggiare il proprio bambino, mamme e papà possono rivolgersi a ostetriche (o altri professionisti competenti) che tengono corsi individuali o di gruppo.
Il corso di gruppo ha il vantaggio di permettere la conoscenza di altre mamme/coppie e quindi il confronto e la socializzazione con persone che si trovano nella stessa situazione. Il corso individuale condotto dall’ostetrica, magari a domicilio della coppia, permette a questa di poter avere la possibilità di rimanere in intimità anche durante le lezioni e di avere a disposizione una professionista che risponderà a domande e dubbi possibili.

Una volta finito il corso (di solito è strutturato in 4-5 incontri) mamme e papà saranno pronti per poter da soli massaggiare il proprio bambino a casa ed iniziare così questo quotidiano rito d’amore.

Scrivi a Marta: ostetrica.martav@gmail.com

Autore

Marta Vettori 21 posts

Mi sono laureata con Lode all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, svolgendo il tirocinio formativo presso l’ospedale “S. Giovanni Calibita, Fatebenefratelli Isola Tiberina. Subito dopo la laurea, ho iniziato a partecipare a corsi di aggiornamento specifici per la professione ostetrica che mi permettessero di ampliare le mie conoscenze, in modo da poter al meglio stare al fianco della donna in ogni fase della sua vita. Esercito la libera professione sul territorio di Roma, cosa che amo perché mi permette di esercitare le mie competenze in un modo più naturale, dando assistenza "su misura”. Essere ostetrica per me significa valorizzare la figura femminile in ogni sua piccola sfaccettatura, concedere spazio alla coppia, ascoltare il neonato e i suoi bisogni, sostenere, consigliare, stare accanto, lasciare che la natura faccia il suo corso, ascoltare e osservare con le mani dietro la schiena.

Lascia il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

You might also like