I bisogni del neonato: sfatiamo qualche mito

I bisogni del neonato: sfatiamo qualche mito

“Non tenerlo sempre in braccio, non farlo dormire sempre con voi…poi si vizia!”
Quante volte abbiamo sentito frasi del genere? Beh, sfatiamo qualche mito: il neonato non si vizia!

Bisogno ≠ Vizio

Se cerchiamo sul dizionario della lingua italiana la definizione di questi due termini, troviamo:

  • Vizio: Abitudine profondamente radicata che determina nell’individuo un desiderio quasi morboso di cosa che è o può essere nociva (Treccani)
  • Bisogno: la necessità di procurarsi ciò che manca (…)oppure ciò che è ritenuto utile per il conseguimento di uno stato di benessere materiale o morale (Treccani)

Il neonato ha dei bisogni che devono essere riconosciuti e soddisfatti dal genitore, la sua è una necessità assoluta. Soddisfare un bisogno del neonato significa appagarlo e aumentare in lui un atteggiamento di fiducia verso chi se ne prende cura. Viziare un neonato invece è impossibile;  affinché questo avvenga,  infatti, egli avrebbe bisogno di un cervello più complesso, capace di fare ragionamenti che lo facciano entrare nei meccanismi del vizio stesso.

Di cosa ha BISOGNO il neonato?

Ovviamente un neonato ha bisogno di mangiare, di essere cambiato e di dormire, ma non solo!

Bisogno di un contenimento fisico e affettivo

  • il neonato vuole stare sempre in braccio: ha bisogno di sentire il corpo materno, ritrovare quel calore, quei suoni e quegli odori che sentiva nel grembo. Ciò contribuisce anche allo sviluppo del suo sistema immunitario e neurovegetativo;
  • il neonato non vuole dormire da solo: la pratica del co-sleeping è stato dimostrato essere di grande beneficio per il bambino. Il dormire insieme ai genitori favorisce:
    • la regolarizzazione della sua frequenza cardiaca, respiratoria e della temperatura corporea;
    • la stimolazione dell’assetto ormonale;
    • la stimolazione delle fasi di sonno REM e NON-REM;
    • la presenza dei risvegli notturni, importantissimi per la prevenzione della SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante).

Bisogno di routine

Il neonato è abitudinario, ha bisogno di ripetitività degli eventi, lo rendono più sicuro di sé e ne rafforzano l’autostima. L’avere quel determinato peluche sul fasciatoio mentre si cambia il pannolino, l’effettuare il bagnetto tutte le sere a quell’ora, magari dopo un bel massaggio, aumentano nel neonato il senso di sicurezza.

Bisogno di relazionalità

Il neonato, così come l’adulto, è un essere sociale, ha bisogno di relazionarsi con gli altri. Anche la semplice passeggiata, magari in fascia, al parco, contribuisce al suo sviluppo psicofisico, lo aiuta a rilassarsi e a svagarsi. Non è necessario tenerlo chiuso in casa, così facendo è più facile che si innervosisca e si agiti.

L’ostetrica come alleata

Per far fronte a tutto questo e per imparare a riconoscere i vari bisogni del neonato, una valida alleata è l’ostetrica. Nel ritorno a casa dopo il parto, lei saprà come consigliare i neo-genitori e aiutarli nell’affrontare le prime normali difficoltà.

Bibliografia:

“Bésame mucho”, Carlos Gonzales, Coleman Editore;
“Portare  i bambini”, Grazia De Fiore, Coleman Editore.

Marta Vettori

Scrivi a Marta: ostetrica.martav@gmail.com

Autore

Marta Vettori 21 posts

Mi sono laureata con Lode all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, svolgendo il tirocinio formativo presso l’ospedale “S. Giovanni Calibita, Fatebenefratelli Isola Tiberina. Subito dopo la laurea, ho iniziato a partecipare a corsi di aggiornamento specifici per la professione ostetrica che mi permettessero di ampliare le mie conoscenze, in modo da poter al meglio stare al fianco della donna in ogni fase della sua vita. Esercito la libera professione sul territorio di Roma, cosa che amo perché mi permette di esercitare le mie competenze in un modo più naturale, dando assistenza "su misura”. Essere ostetrica per me significa valorizzare la figura femminile in ogni sua piccola sfaccettatura, concedere spazio alla coppia, ascoltare il neonato e i suoi bisogni, sostenere, consigliare, stare accanto, lasciare che la natura faccia il suo corso, ascoltare e osservare con le mani dietro la schiena.

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