Lotta al cancro, dieta vegetariana e l’errore di Steve Jobs

Lotta al cancro, dieta vegetariana e l’errore di Steve Jobs

Negli ultimi anni, con una certa frequenza, si è sentito affermare che una dieta vegetariana potesse addirittura essere la  “cura” contro il cancro.

E’ vero che oggi la scelta  di seguire una dieta vegetariana o vegana, diversamente dal passato, è sempre più un atto consapevole, legato alla propria salute piuttosto che a motivazioni etiche od estetiche. Ma come in ogni aspetto che riguarda la nostra salute è essenziale che l informazioni su cui basiamo le nostre scelte provengano da fonti autorevoli e siano valutate con senso critico.

Non a caso il nostro motto è: la Salute e una scelta. Scegli di sapere.

Informazione e autorevolezza

Nel 2011 nel saggio di Umberto Veronesi,  Verso la scelta Vegetariana, lo stimato oncologo prese spunto dai suoi convincimenti etici suggerendo un graduale – non radicale – approccio ad una dieta vegetariana, intesa come ottimo alleato nella battaglia contro il cancro. Più in generale modificare le proprie abitudini alimentari – e non solo –  è l’unica vera “scelta” a nostra disposizione, a dispetto di fattori ambientali e genetici che influiscono sull’insorgenza di tumori e che non possiamo (ancora) controllare. Veronesi è un esperto oncologo di fama internazionale, per questo il suo autorevole intervento è difficile da ignorare.

Informazione e speranze   

Un anno fa, invece,  in un servizio  del programma ‘Le Iene’ si raccontava la storia del sig. Mario, guarito, a suo dire, in maniera insospettabile da un tumore cerebrale. Nel servizio il sig. Mario, ostenta la sua convinzione di essere guarito dal tumore al cervello (metastasi di un precedente tumore polmonare guarito attraverso un’operazione e cure chemioterapiche) unicamente nutrendosi di frutta e verdura fresca e seguendo i dettami di un rigido regime vegetariano. In realtà nello stesso servizio l’oncologa curante del sig. Mario ribadisce che la guarigione è più plausibilmente  attribuibile alla cura radioterapica a cui era stato sottoposto.  Il servizio ha destato molte polemiche anche per le dichiarazioni molto forti di una dietologa intervistata in merito alla vicenda, ma molto più perché molti spettatori  hanno cominciato a credere che ad una diagnosi di cancro si possa reagire con “frutta e verdura”. Così come ne rimane convinto il signor Mario. Perché?

Poche evidenze scientifiche

In verità esistono letteralmente centinaia e centinaia  di studi che indagano sulla correlazione tra il consumo di cibi vegetali e il rischio di insorgenza di patologie tumorali. Ma anche indagini su larga scala ci suggeriscono che esistono poche e specifiche evidenze sulla relazione tra il consumo di alcuni cibi vegetali e lo sviluppo di specifici tipi di cancro. Allo stesso tempo, però,  altrettanti fiumi d’inchiostro esprimono con sufficiente rigore scientifico che una dieta che privilegia certi alimenti vegetali e limita il ricorso ad altri fonti alimentari, influisce molto positivamente sull’insorgenza di molte altre patologie, come ad esempio, quelle legate al sistema cardiocircolatorio. In ogni caso, ad oggi, non esistono prove scientifiche in grado di dimostrare che un cura alternativa basata su una dieta vegetariana possa invertire un processo tumorale.

La malattia è un test cognitivo

In generale è  difficile spiegare le ragioni di reazioni che portano molte persone a creare convinzioni molto radicate sebbene infondate. Quando c’è in ballo la salute, poi, non è raro che subentrino fattori emotivi molto profondi che spesso motivano scelte ed opinioni difficili da interpretare. Tuttavia cercheremo di riassumere alcuni:

Naturale versus Artificiale: molto spesso siamo persuasi dall’idea che ciò che è naturale apporti dei benefici al nostro corpo a prescindere, in quanto più in linea con la nostra costituzione biologica. Ciò che è chimico o artificiale, invece, viene più spesso percepito come nocivo, dannoso; senza contare che esistono molti fondati studi scientifici che correlano l’insorgere di certe patologie tumorali con l’assunzione o l’esposizione a sostanze chimiche. In verità non bisogna generalizzare. Cure “chimiche” come la chemioterapia sono fisicamente debilitanti e hanno effetti collaterali difficili da gestire, ma spesso salvano la vita.

Umana Paura: essere spaventati dalla prospettiva di un percorso terapeutico difficile e dagli esiti incerti è umano. Per questo molte persone tendono a rifiutare le cure tradizionali ed inseguono la speranza di trovare alternative più concilianti.

Big Pharma, complotti e “pirati”: uno dei meccanismi di persuasione più efficaci rimane comunque quello di suggerire l’esistenza di verità che qualcuno ha interesse a nascondere. Se si insinua in un malato l’idea che dovrà sottoporsi a cure che non garantiscono risultati certi e al contempo assumere farmaci costosi ed inquietanti, la teoria del complotto può cominciare ad apparire come vera. Se la scienza medica è complice di questo sistema, dunque, ribellarsi è una scelta da pirati: sbagliata per il sistema ma giusta in assoluto. In realtà, se si è consapevoli e correttamente informati, si può facilmente capire che affidarsi alle cure mediche è la scelta più ragionevole se si vuole avere qualche chance di guarigione.

L’errore di Steve Jobs

Sarebbe tuttavia un errore pensare che solo persone ignoranti o socialmente penalizzate  possano cedere a convinzioni sbagliate in tema di salute. Ad esempio Walter Isaacson, nel suo celebre ritratto biografico su Steve Jobs, racconta che il CEO Apple, alla prima diagnosi di  tumore al pancreas, reagì, in un primo momento, impartendosi un rigido regime vegano (da lui tra l’altro praticato per gran parte della sua vita) e altre cure alternative. Fu una decisione del tutto irrazionale, istintiva. Una decisione che ritardò drammaticamente l’inizio delle cure tradizionali, a cui poi si sottopose con – purtroppo – parziale successo.

Quella contro il cancro, in definitiva, è una sfida ancora aperta, ma non certo l’unica. Molte patologie ad oggi sono legate a stili di vita scorretti. Migliorare la nostra qualità di vita cominciando dalla tavola è una sfida possibile e aumentare l’apporto di cibi vegetali non è solo una questione etica o controversa: è una scelta nella direzione del buon senso.

Ed i farmaci migliori per il cancro rimangono due: prevenzione ed informazione.

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2 Comments
  1. Anonimo
    gennaio 25, 18:21 Reply
    So che si sta procedendo anche verso farmaci vegani. Trattate anche su questi? Io sono vegana per rispetto verso ogni forma di vita e curarmi con farmaci adeguati sarebbe per me il non plus ultra. Poi, per quanto riguarda le malattie anche se è difficile accettarle, fanno parte della nostra vita ed insegnarci ad affrontarle senza necessariamente pretendere l'immortalità è altrettanto importante. Non approvo infatti, tra tante altre, la pubblicità di Telethon che ci propinano genitori affranti per i loro figli malati che non disdegnano, tra le lacrime di caldeggiare una campagna pro vivizezione e uccisioni tra mille atroci sofferenze di altri animali. Perchè forse credono che i figli degli animali non sono degni di vivere? Dobbiamo vivere solo noi servendoci della vita di qualsiasi essere vivente, creature indifese che crediamo a nostro servizio? E chi l'ha stabilito 'sto diritto? E se provassimo ad invertire le parti e noi fossimo vivisezionati e crudelmente usati per sperimenti a beneficio degli animali? Voglio vedere se non diventeremmo tutti etici e rispettosi della vita, ma purtroppo non è così. Purtroppo bisogna mettere in conto che si dovrà morire ed attaccarsi alla vita è normale, non lo è se per vivere io tolgo la vita a tante altre creature! Per cui, incaponirsi va bene, ma fino ad un certo punto.
    • Pharmawizard
      gennaio 25, 18:53
      Buonasera, le questioni trattate dal suo post sono molte e andrebbero affrontate e discusse una ad una. Per ciò che riguarda la sua prima domanda, quella relativa ai farmaci vegani, posso dirle che noi siamo (per ora) solo un servizio informativo e restituiamo informazioni ufficiali su tutti i farmaci autorizzati ad essere in commercio. La ringraziamo per il suo interesse e se desidera maggiori informazioni le consigliamo di lasciarci la sua i e-mail o scrivere a info@pharmawizard.it. Il team

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