Cannabis per curare la sclerosi multipla entro il 2015

Cannabis per curare la sclerosi multipla entro il 2015

Cannabis e sclerosi multipla

Come confermato dai dati presentati al congresso Actrims-Ectrims, tenutosi a Boston a settembre, la cannabis si rivela utile nella cura della sclerosi multipla.

Uno dei sintomi più frequenti e invalidante di chi è affetto dalla malattia è un aumento a riposo del normale tono muscolare. Clinicamente viene definito spasticità, un fenomeno che colpisce quasi il 75 per cento dei pazienti e che limita fortemente le attività quotidiane: i muscoli -soprattutto quelli delle gambe-, oltre ad essere costantemente affaticati si trovano in condizione di permanente rigidità.

Letizia Leocani dell’Istituto di neurologia sperimentale dell’Ospedale San Raffaele di Milano, uno degli autori dello studio presentato al congresso, ha spiegato: «La novità del nostro studio è che l’effetto sulla rigidità degli arti inferiori è stato documentato in modo oggettivo dai neurologi ricorrendo a un’apposita scala di valutazione. Ciò che abbiamo fatto è stato verificare il reale effetto clinico della formulazione a base di cannabinoidi attraverso un test di misurazione della rigidità muscolare. Analizzando i dati abbiamo dimostrato per la prima volta che l’utilizzo di cannabinoidi è in grado di portare ad una riduzione della spasticità».

Cannabis sì, ma non quella che si fuma

 La Leocani ha anche precisato: «Non è la stessa cannabis che si fuma. In primo luogo per il fatto che viene somministrata come spray da spruzzare sulle mucose della bocca per cui il tempo impiegato dalla sostanza cannabinoide per raggiungere il sistema nervoso è più lungo di quello impiegato dai cannabinoidi assunti col fumo. Inoltre nel farmaco la composizione fra i diversi cannabinoidi è bilanciata per cui la sostanza nota per produrre gli effetti allucinogeni (il THC Tetraidrocannabinolo) è bilanciata dall’altro cannabinoide presente, il cannabibiolo, che ne contrasta gli effetti allucinogeni».

Cannabis terapeutica in Italia

In Italia i medicinali a base di cannabinoidi sono autorizzati solo ed esclusivamente per il trattamento di pazienti adulti affetti da spasticità da moderata a grave, dovuta a sclerosi multipla i quali non abbiano risposto ad altri medicinali antispastici.

«Al momento in Italia – dice l’assessore della Sanità Luigi Arru- è in vendita, a carico del servizio sanitario regionale, un solo medicinale in formulazione spray oromucosale – Sativex – a base di delta-9-tetraidrocannabinolo e cannabidiolo. Precedentemente all’immissione in commercio del Sativex –prosegue- erano importate specialità medicinali dall’estero tra cui il Bedrocan, costituito da infiorescenze essiccate e triturate di cannabis, il costo di tale specialità medicinale estera era a totale carico del paziente: 495 euro».

Cannabis per curare la sclerosi multipla dal 2015

Ma le buone notizie arrivano dalla Regione Sardegna, che in un un comunicato ha scritto: «Qualche settimana fa, a settembre, è stato dato il via libera dal ministero della Salute insieme al ministero della Difesa alla creazione di farmaci cannabinoidi da parte dell’Istituto farmaceutico militare di Firenze».

Al momento sono in stesura i protocolli attuativi – dice Arru- ai quali la Regione Sardegna si adeguerà con tempestività. I tempi sono stimati entro l’anno 2015. A questo punto non sarà più disponibile per i pazienti solo il Sativex, ma saranno predisposti farmaci simili al prodotto olandese, il Bedrocan, che chiaramente essendo prodotto in Italia avrà un prezzo molto più contenuto». Il farmaco sarà poi distribuito da Firenze alle farmacie del resto d’Italia. 

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