Cannabis sintetica: non è un farmaco. A dirlo è la Corte di Giustizia UE

Cannabis sintetica: non è un farmaco. A dirlo è la Corte di Giustizia UE

La cannabis sintetica non è un farmaco. Le miscele di piante aromatiche che contengono cannabinoidi sintetici, consumate come sostituti della marijuana, provocano unicamente uno stato di ebbrezza e non a fini terapeutici, perciò, non sono medicinali. 

Questa la sentenza del 10 luglio della Corte di Giustizia Europea in cui si dichiara che: “La nozione di medicinale in diritto dell’Unione non include le sostanze che hanno come effetto una mera modifica delle funzioni fisiologiche, senza essere idonee a provocare effetti benefici, immediati o mediati, sulla salute umana”.

In diritto UE, per medicinale si intende: “Una sostanza o associazione di sostanze che possa essere utilizzata sull’uomo o somministrata all’uomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un’azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica”.

Così la Corte di Giustizia UE ha risposto alle questioni sollevate dalla Corte federale tedesca (Bundesgerichtshof) nell’ambito di due precisi procedimenti penali; la Corte federale si è trovata a dover decidere se la vendita di miscele contenenti cannabis sintetica possa dar luogo ad azioni penali per vendita illegale di medicinali dubbi. Il caso riguarda due venditori, condannati da organi giurisdizionali inferiori, in un momento in cui i cannabinoidi sintetici non rientravano ancora nell’ambito di applicazione della legge tedesca sugli stupefacenti.

“Due venditori di tali miscele – come riferisce la nota della Corte – sono stati condannati per vendita di medicinali dubbi a pena detentiva di un anno e nove mesi con sospensione” uno e “a pena detentiva di quattro anni e sei mesi nonché al pagamento di una sanzione pecuniaria di 200.000 euro”, l’altro. E ribadisce: “Il consumo di cannabis sintetica causa in generale uno stato di ebbrezza che può andare dall’esaltazione alle allucinazioni. Esso può altresì comportare nausee, rilevanti attacchi di vomito, episodi di tachicardia e di disorientamento, deliri, e addirittura arresti cardiocircolatori. I cannabinoidi sintetici sono stati sottoposti a test dall’industria farmaceutica nell’ambito di studi pre-sperimentali. Le serie di test sono state interrotte fin dalla prima fase farmacologica sperimentale: è infatti apparso che non potevano essere ottenuti gli effetti attesi da tali sostanze sulla salute e che erano prevedibili rilevanti effetti secondari per l’efficacia psicoattiva di tali sostanze”.

Dato che, secondo la Corte tedesca, le sostanze sono consumate a fini non già terapeutici bensì puramente ricreativi, e che in ciò esse sono nocive per la salute umana, la Corte di Giustizia ha concluso: “Considerati l’obiettivo di garantire un elevato livello di protezione della salute umana, l’esigenza di un’interpretazione coerente della nozione di medicinale, nonché quella di mettere in relazione l’eventuale nocività di un prodotto con il suo effetto terapeutico, siffatte sostanze non possono essere qualificate come medicinali”.

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