Carne rossa o carne bianca?

Carne rossa o carne bianca?

di Giulia Vincenzo – Nutrizionista

Quando ci troviamo in fila dal macellaio, col numeretto in mano, osserviamo il banco e ci chiediamo sempre: “ma bianca o rossa? Cosa fa meno male? Cosa cambia?’’.

Ecco quindi un paio di rapide informazioni sulla carne, giusto per il tempo che venga chiamato il nostro turno.

Il colore della carne

Il colore della carne dipende in buona parte dal contenuto di mioglobina, una proteina che trasporta l’ossigeno ai muscoli. Le differenti sfumature di rosso hanno dato origine ad una classificazione vera e propria: tra le carni “rosse” abbiamo il bovino, l’equino e gli ovini adulti, mentre come “bianche” ci sono il pollo, il coniglio, gli ovini giovani (capretto e agnello) e il maiale (quest’ultimo in realtà a metà strada per il colore rosato della carne).

Carne giovane e adulta

Il contenuto in mioglobina dipende dall’entità di lavoro muscolare svolta dall’animale: animali adulti avranno una carne più scura rispetto ai giovani. Nel  tacchino, nel pollo e Co. che non dispongono per natura di muscolature così potenti, e che, come detto non hanno un alto contenuto di mioglobina, non si notano queste differenze.

I grassi saturi

Il motivo per cui si parla negativamente di un eccessivo consumo di carne rossa risiede nel suo contenuto in grassi saturi, maggiore rispetto alla carne bianca, ragione per cui è bene non esagerare nel consumo.

Il contenuto di ferro

Spezziamo una lancia in favore della rossa però, perché bisogna considerare che le carni rosse sono più ricche in ferro.

Perciò, a voi la scelta 😉

Scrivi a Giulia: g.vincenzo@pharmawizard.it

Autore

Giulia Vincenzo 19 posts

Laureata all’Università Sapienza di Roma in Scienze Biologiche e in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica, con Master di II livello in Dietetica e Nutrizione all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Gemelli (Roma). Oggi lavora come nutrizionista e continua a studiare e aggiornarsi per capire a fondo i meccanismi dell’uso dei nutrienti e relative patologie per poter aiutare sempre meglio chi ne soffre. Ha un sito personale (www.giuliavincenzo.it) e gestisce la pagina Facebook “Mangiare intelligentemente“.

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