Nuda Carne. Verità e bugie di uno scandalo alimentare

Nuda Carne. Verità e bugie di uno scandalo alimentare

I fatti sono molto semplici: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha aggiornato le tabelle dei fattori di rischio cancerogeno sulla base dei dati provenienti dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), includendo la carne lavorata e la carne rossa ai vertici del livello di rischio.

In particolare, lo studio include nel primo gruppo di sostanze “sicuramente” cancerogene la carne lavorata, come würstel, pancetta, carne in scatola, insaccati e prosciutto (inteso soprattutto come “ham”, ovvero un prosciutto cotto “americano”, affumicato e molto trattato), al pari di sigarette e benzene.

Nel secondo gruppo (2A), invece, le carni di manzo, maiale e ovini sono state classificate come potenzialmente pericolose. Questo “atto” ha generato uno strascico compulsivo di polemiche in tutto il mondo ed in particolare nel nostro Paese, patria del prosciutto e degli insaccati di pregio, nonché della celebre e celebrata “fiorentina”. Ma è giusto parlare del consumo di carne in questi termini?

Un’analisi qualitativa, non quantitativa

L’analisi dello IARC, in verità, si basa su dati qualitativi e non quantitativi. In altre parole lo IARC non ha stabilito quanto una sostanza sia cancerogena, ma determina solo sono presenti sufficienti riscontri nei dati che una determinata sostanza o un comportamento siano sicuramente cancerogeni.

Su questa linea dunque lo IARC ha stabilito che mangiare circa 50 grammi di carni del primo gruppo, come 2-3 würstel, al giorno, aumenterebbe del 18% le possibilità di contrarre un cancro al colon retto.

Questo tipo di approccio ha una sua motivazione scientifica, quella cioè di rendere “misurabili” e certi i risultati dello studio stesso. Come è facile comprendere, esso non tiene conto delle “enormi” variabili individuali, che possono incidere in maniera sostanziale sulla possibilità del rischio, come ad esempio diverse quantità e diverse modalità di consumo.

I numeri “reali” del Rischio.

In Italia, stando alle stime dell’Istituto Superiore di Sanità, le possibilità di ammalarsi di cancro al colon entro i 75 anni oscillano tra il 4% degli uomini ed il 5% delle donne. Ciò significa che un aumento del 18% – mangiando 2 wusterl al giorno, lo ricordiamo – potrebbe elevare il rischio per gli uomini al 4,7% e per le donne al 5,9%.

Le sigarette, che sono state classificate già da tempo come un fattore di rischio di 1° livello, al contrario sono la causa certa del 90% dei casi di tumore al polmone ed aumentano di misura la possibilità di sviluppare patologie polmonari e cardiovascolari gravi (enfisema, ictus, ecc).

E la carne rossa?

Con motivazioni del tutto simili, la carne rossa (bovina, suina e ovina) è stata inclusa nel gruppo 2A, ovvero tra i fattori di rischio potenziale per lo sviluppo di cancro. Nello stesso gruppo troviamo anche altri fattori, piuttosto distanti dalle scelte alimentari, come svolgere il mestiere di parrucchiere, fare turni sulle 24 ore, avere una stufa a legna in casa ecc. Con un po’ di ironia, si potrebbe dire che, a seguire questo approccio, potrebbero diventare “fatali” anche il tè, il caffè, i formaggi e la vita d’ufficio.

Ripartire dallo stile di vita

L’OMS ha senz’altro il dovere istituzionale di elencare ed accogliere le prove, anche potenziali, di fattori di rischio rispetto allo sviluppo di patologie gravi come il cancro. Tuttavia, ciò che è realmente importante “divulgare” è la promozione di uno stile di vita ed un’alimentazione equilibrata, in cui il consumo di carne non va demonizzato, ma dosato. Mangiare carne 1 o 2 volte a settimana è il modo migliore non solo per evitare di sviluppare un tumore al colon, ma anche un’ottima “tattica” per evitare di andare incontro a malattie cardiocircolatorie, altrettanto mortali e altrettanto diffuse nei paesi occidentali.

Insomma, una salsiccetta una volta ogni tanto, non ha mai ucciso nessuno.

 

 

Autore

Pharmawizard 286 posts

Pharmawizard è il servizio digitale gratuito - app e desktop - che risolve il problema della ricerca di informazioni affidabili sui farmaci. Con Pharmawizard è possibile avere sempre a portata di mano la soluzione intelligente per gestire al meglio i propri farmaci e tutelare la propria salute.

You might also like