Cellulare anche a letto?

Cellulare anche a letto?

Chi, in mancanza di borse, zaini o giacche, non ha mai riposto il cellulare nella tasca dei jeans?

Si parla ormai da anni dei danni causati dai telefonini, probabilmente fin dall’avvento del primo cellulare a misura  di tasca.

Tumori, danni al cervello, Alzheimer, sono solo alcuni dei possibili rischi legati ad esso. Oramai è diventato essenziale per comunicare col resto del mondo, navigare su internet, immortalare momenti della nostra vita, misurare il battito cardiaco, pagare i propri acquisti e presto fare il caffè! Circa il 6,8 miliardi di persone ne posseggono uno.

Tempo fa, la Cassazione diede ragione ad un imprenditore bresciano che usò il telefono cellulare per circa sei ore al giorno, per dieci anni, a causa del suo lavoro e a cui trovarono, per caso, un tumore benigno al nervo trigemino. La legge italiana accordò all’uomo una pensione di invalidità all’80% riconoscendo che il tumore asportatogli fu causato dalle onde elettromagnetiche del telefono. Questa notizia fece scalpore in tutto il mondo, poiché fu la prima inerente ai danni legati all’uso del cellulare e diede il via a molti altri studi legati ad esso.

Ma quali sono i rischi reali in cui incorriamo usandolo smodatamente? Oggi approfondiremo due dei rischi più discussi negli ultimi anni:

  • Problemi di fertilità nell’uomo.

Le opinioni a tal proposito sono contrastanti, ma gli ultimi studi danno ragione, almeno in parte a chi sostiene che, chi vuole diventare padre dovrebbe proteggere i suoi spermatozoi dai campi elettromagnetici associati al cellulare. La radiazione provoca danni irreversibili alla fertilità maschile. Alcune ricerche hanno scoperto un conteggio inferiore nel liquido seminale in chi fa un uso intensivo dei telefonini.

  • Tumori alla prostata e ai testicoli.

Precedenti casi in famiglia, alimentazione, età, sono alcune delle possibili cause del tumore alla prostata e di quello ai testicoli, ma recenti studi hanno confermato che anche le onde trasmesse dai cellulari possono aumentare il rischio di comparsa di queste patologie. Opinioni discordanti anche su questo versante, dove troviamo la popolazione divisa a metà, tra chi crede che possa esserci un nesso e chi invece pensa sia una campagna diffamatoria contro l’uso dei telefoni.

Le università che hanno condotto questi studi precisano anche che non è possibile dare tutta la colpa alle onde elettromagnetiche, serviranno altri studi più approfonditi tenendo conto anche degli stili di vita per arrivare a far luce su questo quesito. Come proteggerci quindi da tutti questi rischi? L’uso dell’auricolare può essere un’ottima soluzione per ridurre al minimo le onde magnetiche.

Il consiglio che la maggioranza dei ricercatori del campo si sente di dare è lo stesso: “Niente cellulari in tasca!“

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