Per la contraccezione in Italia una donna su quattro si affida ancora alla fortuna!

Per la contraccezione in Italia una donna su quattro si affida ancora alla fortuna!

La Sigo, Società italiana di ginecologia e ostetricia, ha recentemente diffuso alcuni dati che evidenziano come le donne italiane in tema di contraccezione non abbiano ancora le idee del tutto chiare. Il 24,8% delle donne in età fertile (una donna su quattro) utilizza, infatti, metodi poco sicuri per evitare una gravidanza indesiderata, affidandosi, nella pratica, alla fortuna!

Sembra incredibile, ma ancora molte donne in Italia utilizzano il coito interrotto come unica forma di contraccezione!

Nonostante il coito interrotto sia metodo con un’altissima percentuale di fallimento, lo utilizza il 17,5% delle donne, mentre il 4,2% si affida ai metodi naturali e il 3,1% alla buona sorte o altri rimedi.

L’indagine Sigo ha rilevato inoltre che il 42% delle under 25 italiane non utilizza nessun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale e solo 3 ragazze su 10 hanno ricevuto informazioni corrette da medici e insegnanti.  Rispetto ad un’analoga ricerca del 2010, si è registrato un +5% di giovanissime che affronta la prima volta senza utilizzare nessuna precauzione.

Contraccezione ormonale, in Italia si usa ancora poco.

Complessivamente, in Italia la contraccezione ormonale è utilizzata solo dal 16,2% della popolazione, un dato fra i più bassi in Europa. Il 43% fa ricorso al preservativo, 1% a cerotto o anello e solo il 14% alla pillola.

Fra le regioni, al primo posto nell’utilizzo dei contraccettivi ormonali si trova la Sardegna, seguita dalle regioni settentrionali (tutte sopra la media italiana ad eccezione del Veneto). Il ricorso alla contraccezione ormonale risulta invece particolarmente basso nelle regioni del Mezzogiorno e in Sicilia. È proprio in queste aree che si concentrano più della metà delle 7.819 ‘baby-mamme’, con meno di 19 anni, che hanno partorito nel 2014.

Contraccezione, come colmare la scarsa consapevolezza?

I risultati dell’indagine denotano una scarsa consapevolezza sulla contraccezione. Eppure la prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmissibili dovrebbe essere una priorità per le società moderne.

Ad aumentare questa consapevolezza potrebbe essere sicuramente, come chiede anche SIGO, l’istituzione dell’educazione sessuale come materia obbligatoria nelle scuole.  Bisognerebbe, inoltre, fare un’adeguata  campagna di sensibilizzazione e informazione anche verso le famiglie, luoghi dove genitori e figli dovrebbero discutere apertamente di questi temi. Infine, bisognerebbe istruire e formare gli operatori sanitari e i fornitori di servizi. In Italia c’è una rete di consultori, ma spesso dispongono di risorse e personale insufficienti.

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VediamociChiara è il blog dedicato alle donne che vogliono saperene di più sulla salute propria e di tutta la famiglia. I temi trattati sono vari: contraccezione, età fertile, perimenopausa, cure per l’infertilità, pillola del giorno dopo, nutraceutici, farmaci di nuova generazione, terapie per la cura dell’acne o della sindrome dell’ovaio policistico, iniziative benefiche come la Race for the Cure di Komen Italia.

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