Decreto Cannabis: anche oggi si decide domani

Decreto Cannabis: anche oggi si decide domani

Ieri è arrivato in Parlamento il discusso “Decreto Cannabis“, disegno di legge che prevede la legalizzazione della Marijuana a scopi terapeutici e ricreativi, subito slittato a settembre per via della forte opposizione delle componenti cattoliche e centriste. La proposta va a toccare diversi punti chiave dell’uso e consumo della cannabis, che vanno dalla coltivazione in proprio al consumo per scopi terapeutici e alla regolamentazione del mercato.

Marijuana di Stato

Nel nostro Paese, seppure in forma molto limitata, è concesso l’utilizzo, in casi particolari, di Mariijuana a scopi terapeutici. A questo scopo è stato proprio il Ministero della Salute ad autorizzare una ristretta coltivazione di cannabis nei pressi di un complesso militare fiorentino a partire da quest’anno; un progetto sperimentale ma che dichiara nella sue intenzioni la validità dell’utilizzo della marijuana per scopi terapeutici.

Tuttavia, nonostante quest’iniziativa, è proprio dalla ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che si muovono le prime critiche verso il disegno di legge. La Lorenzin, ma in generale tutto l’NCD assieme e gli esponenti di Area Popolare (AP), ritengono il disegno di legge un pericolo per la salute pubblica; in un’intervista di qualche giorno fa la stessa Lorenzin ha definito il provvedimento “una piaga”.

Le Ragioni del decreto

Nonostante la forte opposizione al decreto – da AP e NCD sono stati presentati circa 1.700 emendamenti -, il disegno di legge sulla legalizzazione della Marijuana incontra il favore di PD, Movimento 5 Stelle, Scelta Civica e altri partiti di minoranza.

Le ragioni del decreto, in realtà, vanno al di là della semplice legalizzazione a scopi terapeutici. Lo sblocco di una legge che consenta il consumo e la coltivazione – libera, sebbene con alcune restrizioni – è motivata anche da fattori di ordine sociale: l’apertura di un mercato regolamentato modificherebbe senz’altro lo stato attuale, fatto di un economia sommersa gestita e e controllata da mafie locali e gruppi criminali internazionali. Non è un segreto che il terrorismo ” a copertura” musulmana – come come quello di Al Quaeda, Is e Daesh -, si alimenta, da anni, anche grazie al traffico internazionale di stupefacenti.

Il valore terapeutico del Decreto Cannabis

Gli oppositori della legge invece sostengono che la legalizzazione avrà come unico risultato l’aumento del consumo di marijuana, a vantaggio di cercherà di farne un business – anche se legale  – che avrà disastrose conseguenze al livello sociale.

Tuttavia le opposizioni al decreto si fanno flebili quando si parla di uso terapeutico. L’intera comunità scientifica oggi ha una consolidata opinione sui gli effetti benefici  della cannabis nel il trattamento di alcune malattie.

Il dolore neuropatico, il dolore tumorale o alcune sintomatologie conseguenti a malattie come la SLA, possono essere efficacemente trattate con la cannabis. Si tratta spesso di malattie croniche, fortemente invalidanti, in cui qualsiasi “tattica” che consenta un miglioramento delle condizioni di vita, può essere determinante.

Per questo una liberalizzazione, quanto meno ad uso terapeutico, avrebbe un impatto determinante sulla vita di molti malati cronici. Per queste motivazione, non è accettabile che vi sia un atteggiamento miope sulla necessità di promulgare una legge che tenga almeno conto i questo aspetto.

Cosa prevede il decreto

Il decreto tiene conto di diversi aspetti, come la detenzione legale di Marijuana: nel disegno si legge che sarà consentito detenere una quantità non superiore ai 5 gr per uso personale, 15 gr in caso di detenzione nel proprio domicilio. Inoltre non potranno essere coltivate individualmente più di 5 piante, 50 nel caso in cui si costituisca un piccolo consorzio di produzione, sempre ad uso personale, tra più individui. La vendita fuori dai canali autorizzati – monopolio e/o farmacie – sarà in ogni caso considerata come spaccio. Parte dei proventi derivanti dal commercio della cannabis sarà destinato al Fondo Nazionale per la lotta alla droga.

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