Diabete: una malattia in ascesa – 1^ parte

Diabete: una malattia in ascesa – 1^ parte

Dolci, zucchero, glicemia. Sono queste le parole che sentiamo più comunemente pronunciare quando si parla di diabete. Ma a riconoscere il diabete come una malattia cronica, i suoi sintomi e le sue cause, sono in pochi.

Eppure la sua diffusione nella popolazione è tutt’altro che trascurabile: in Italia si contano  circa 3 milioni di persone (il 4,9% della popolazione) che ne soffrono. Senza voler terrorizzare nessun goloso affrontiamo con calma la questione.

Diabete o diabeti?

La famigerata insulina è la chiave di volta delle patologie diabetiche. Si tratta di un ormone – ovvero una sostanza che regola il nostro metabolismo – prodotto dal pancreas,  che ha il ruolo di “accompagnare” il glucosio verso le cellule che hanno bisogno di energia stimolandone l’assorbimento.  Quando l’insulina non viene prodotta a sufficienza il glucosio rimane in sospensione nel nostro organismo,  provocando la condizione a noi nota come diabete.

Come? Cos’è il glucosio? Il glucosio è  il risultato della digestione di diversi ingredienti, soprattutto “zuccheri”,  che troviamo nelle nostre amate pastiere, crostate, cannoli, ma anche di pasta, pane e molti altri alimenti. Ecco perché spesso il diabete è associato negativamente al consumo di dolci.

Il diabete mellito (nome generico del diabete) si divide principalmente in 4 forme:

  • Diabete mellito TIPO 1: questo tipo di diabete è originato in generale da una disfunzione del pancreas. I sintomi si hanno in genere prima dei 30 anni. Questa forma colpisce circa il 10% sul totale dei casi di diabete accertati; si tratta di una forma cronica, e chi ne è affetto ha un costante bisogno di insulina
  • Diabete mellito TIPO 2: questo tipo di diabete è dovuto ad un’insufficienza metabolica che determina un’incapacità di assimilare bene il glucosio. Si tratta del diabete più diffuso: circa il 85-90% dei casi. L’insorgere di questa forma si associa ad una predisposizione genetica che aumenta in relazione ad alcuni fattori come l’obesità.
  • Mody: il Maturity onset diabetes of the young, è il cosiddetto “diabete giovanile” perché spesso si riscontra già nella prima infanzia. È genetico ma, a differenza del tipo 2, non è una predisposizione bensì la mutazione di un gene. Rappresenta tra l’1 e il 5% dei casi totali di diabete.
  • Diabete Gestazionale:  si tratta per lo più di una condizione transitoria in cui il livello glicemico di alcune donne in gravidanza (il 7% circa) aumenta per poi ritornare alla normalità dopo il parto. Lo stato di gravidanza impone comunque un’attenzione particolare per evitare che possibili complicanze possano avere ripercussioni sul feto.  Circa un 30% di queste gestanti potrebbe sviluppare il diabete negli anni successivi.

Ma il diabete può avere delle conseguenze così gravi?

Purtroppo sì, il diabete, se non adeguatamente trattato, può portare a complicanze a volte molto serie, che nel TIPO 1 possono arrivare anche al coma. Le più frequenti sono:

  • Problemi alla vista, cataratte, glaucomi e fino alla perdita progressiva della vista (Retinopatia diabetica);
  • Insufficienza renale grave (Nefropatia diabetica);
  • Danni a carico del sistema nervoso periferico; a volte complicanze di questo tipo possono portare all’amputazione di un arto (neuropatia diabetica);
  • Ulcerazione dei vasi sanguigni degli arti inferiori; anche queste complicanze possono portare ad un’amputazione (Piede diabetico);
  • Nelle donne in gravidanza il diabete può arrecare danni al feto (come malformazioni) e aumentare il rischio di mortalità nel nascituro.

Come accorgersene?

I sintomi più comuni dell’esistenza di un problema diabetico possono essere di varia natura:

  • Un bisogno frequente di urinare (poliuria);
  • Un forte appetito unito ad una perdita di peso;
  • Senso di fatica e irritabilità;
  • Senso di nausea e vomito;
  • Diverse manifestazioni cutanee;
  • Disfunzione erettile.

Tuttavia, adeguati esami medici sono sempre il modo migliore per poter accettarsi della presenza o meno della malattia. La temuta glicemia, ovvero l’indice che misura i livelli di glucosio nel sangue, se opportunamente monitorata, è uno dei modi migliori per capire se qualcosa non va. Così come la glicosuria, ovvero l’indice di glucosio nelle urine; non a caso “diabete mellito” significa pressappoco “urine dolci”!

Quali terapie e quali farmaci invece possono essere impiegati per il diabete è invece roba da seconda puntata. Nel frattempo potete consultare www.pharmawizard.com per conoscere quali sono i medicinali più comuni nei trattamenti per persone diabetiche.

Photo credit: Uwe Hermann / Foter / CC BY-SA

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