Dove buttare i farmaci?

Dove buttare i farmaci?

Dove buttare i farmaci? Migliorare lo smaltimento dei rifiuti speciali significa migliorare il pianeta. Le medicine erroneamente disperse nell’ambiente, finiscono per inquinare il sottosuolo, le acque e compromettere il funzionamento dei depuratori delle reti fognarie, rappresentando un grave pericolo per la salute.

L’ambiente ci interessa? Risponde l’Istat

No. L’ultimo rapporto Istat su «Popolazione e ambiente: comportamenti, valutazioni e opinioni» indica chiaramente che la salute del pianeta ci interessa molto poco. È meno della metà della popolazione (45%) che dichiara di essere interessata al tema. Di questi, 85 cittadini su 100 si informano sui problemi legati all’ambiente tramite la tv o la radio, 54 su 100 grazie ai giornali. La partecipazione attiva è quasi pari a zero: i cittadini che promuovono o indicono conferenze e frequentano movimenti di sensibilizzazione, sono solo 5 su 100; aderiscono a iniziative delle associazioni ambientaliste 3 su 100 e si iscrivono alle associazioni 2 su 100. In compenso, risulta in crescita la quota di famiglie italiane che effettua la raccolta differenziata. Anche quella dei farmaci. Se le famiglie che smaltivano correttamente le medicine, dunque utilizzando gli appositi raccoglitori per farmaci scaduti che si trovano all’interno o davanti alle farmacie, erano il 37,3% nel 1998, la quota  nel 2012 è cresciuta fino al 60,8%. Su tutti questi dati, incide sensibilmente la componente regionale. Le famiglie del Nord Est e del Nord Ovest sono quelle che fanno più attenzione allo smaltimento con un media che oscilla tra il 77% e il 75%, mentre al Centro e al Sud si tocca appena il 30/40%. Insomma, restano in pochi quelli che sanno dove buttare i farmaci.

Cosa dice Federfarma?

Annarosa Racca, presidente Federfarma, dichiara che lo smaltimento delle confezioni è un’attività la cui gestione spetta alle aziende che si occupano delle raccolte sul territorio, ma che in farmacia si può fare ancora qualcosa per i farmaci non ancora scaduti ma rimasti inutilizzati, spesso in seguito a un cambio di terapia. «Abbiamo altri contenitori dove questi farmaci vengono depositati, dopo avere controllato l’integrità della confezione e la data di scadenza, e poi consegnati al Banco Farmaceutico che li distribuisce agli enti assistenziali».
È di grande importanza trovare un modo per utilizzare i farmaci non scaduti, in quanto medicinali già acquistati dal Servizio Sanitario, con il sostegno delle tasse versate dai cittadini tutti.

Contro gli sprechi!

Si tratta di un’iniziativa ancora sperimentale, lanciata a Roma, Milano e Varese. L’elenco delle farmacie dove è possibile portare i propri farmaci non ancora scaduti è sul sito www.bancofarmaceutico.org

E dove vengono buttati i farmaci scaduti?

In Italia i farmaci scaduti non vengono riciclati, ma poiché potenzialmente tossici vengono raccolti e trattati separatamente da altri rifiuti. Le modalità di raccolta sono affidate all’organizzazione delle singole Regioni e possono variare a seconda dei Comuni.

Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio farmaci & salute di Movimento consumatori, ha detto: «Nessuno ha mai insegnato al cittadino dove buttare i farmaci e che perciò il blister va separato dalla scatola di cartone, o che il flaconcino di vetro e il foglietto illustrativo possono essere separati dal resto» e ha sottolineato la necessità di campagne di informazione mirate.

Ma intanto è bene ricordarsi un paio di regole basilari per eseguire un’efficiente raccolta differenziata: le confezioni dei medicinali sono spesso di carta, come d’altronde il foglietto illustrativo, cosa che ci permette di gettare entrambi insieme a carta e cartone; i blister sono di plastica-metallo e vanno gettati con la plastica. Se si tratta poi di siringhe, termometri, bisturi monouso, rammentarsi che non sono farmaci e che vanno smaltiti a parte in una stazione ecologica apposita.

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