Farmaci all’estero e traduzione automatica

Farmaci all’estero e traduzione automatica

La globalizzazione ci ha abituato ad una disponibilità di beni e servizi pressoché ubiqua: viaggiando ci rendiamo conto di quanto sia sempre più facile trovare ciò che troveremmo anche a casa. Vale un po’ per tutto, ad esclusione di alcune, spesso incomprensibili, eccezioni, come ad esempio per i farmaci.

I farmaci all’estero

Non serve volare dall’altra parte del mondo per accorgersene: basta attraversare il confine tra Italia e Francia, o prendere un volo per Madrid per rendersi conto che nomi commerciali, posologie, confezioni, dosaggi, ecc., cambiano radicalmente; senza contare il rebus linguistico-scientifico sui nomi dei principi attivi. Questo situazione di “autonomia farmacologica” rende ovviamente tutto più frammentario, complicando di fatto la vita di chi ha necessità di curarsi.

Perché – fatto poco noto -, sebbene i principi attivi dei medicinali siano gli stessi, non c’è alcuna certezza di corrispondenza tra i medicinali di un Paese e quelli di un altro. Si pensi ad esempio che persino l’EMA  – European Medicine Agency -, allo stato attuale, non possiede un “indice” delle corrispondenze farmacologiche ed ha recentemente avviato una iniziativa per creare una grande repository di corrispondenze farmacologiche che molto probabilmente vedrà luce tra 4 anni!

E se questo è ciò che accade solo in Europa, figurarsi nel resto del mondo.

Un problema complesso…

Visto da questa prospettiva, il problema non sembra essere di facile risoluzione, nonostante ogni anno milioni di persone viaggino in paesi esteri e non sempre hanno a disposizione i propri medicinali (sapete che alcuni semplici analgesici in Cina sono vietati e vengono sequestrati alla dogana?).

Per dare un’idea di quanto sia impattante il fenomeno basta citare uno studio della Global and Health del 2018 in cui si evidenzia come il 30% delle persone che viaggiano all’estero, non hanno informazioni mediche sufficienti per curarsi in maniera adeguata. Mentre uno studio sulla popolazione italiana elaborato da Censis qualche anno fa mostra come il 70% degli over 60 non conosce il nome dei principi attivi delle medicine che utilizza normalmente.

Ma allora come si può sperare di trovare una soluzione semplice ad un problema così complesso e, vien da dire, babilonico?

Un soluzione intelligente

Pharmawizard, assieme ad alcuni suoi partner, ha già da tempo studiato il problema, partendo dalla prospettiva dell’utente, ponendosi una semplice ma fondamentale domanda:

un viaggiatore all’estero, di cosa ha bisogno per comunicare al farmacista i farmaci che gli occorrono?

Se si parte da questa prospettiva, quello che risulta essenziale è comunicare al farmacista che “tipo” di farmaco la persona sta richiedendo, e dunque di quale principio o principi attivi è composto. Il nome commerciale è poco importante e raramente, tra prodotti farmaceutici di Paesi diversi, vi è una corrispondenza speculare.

Se il farmacista comprende di “quale” principio attivo l’utente ha bisogno, sarà più facile per lui individuare il farmaco; a quel punto sarà comunque responsabilità del farmacista dispensare il farmaco corretto.

Traduzione automatica, ovvero associazione certificata

Per questo motivo Pharmawizard ha già sviluppato una funzionalità, facilmente integrabile su qualsiasi app e piattaforma, in grado di realizzare la cosiddetta traduzione automatica del principio attivo di un farmaco.  Una semplice funzione che, utilizzando il sistema di ricerca di Pharmawizard, individua il farmaco dell’utente e poi mostra sullo schermo dello smartphone, fa selezionare la lingua desiderata e mostra una “traduzione” del principio attivo.

Sebbene all’utente (viaggiatore o farmacista) essa appaia, appunto, come una traduzione, il sistema, in realtà, non traduce affatto, bensì associa il nome del principio attivo della propria lingua al nome ufficiale del principio attivo ricavato da varie banche dati ufficiali ed affidabili, come ad esempio la banca dati della World Health Organization (WHO) MedNet INN (International Non-Proprietary Name) che da anni classifica in diverse lingue i nomi dei principi attivi dei medicinali in diverse lingue.

Una comunicazione semplice

Attraverso questo sistema il farmacista “straniero” ha la possibilità di identificare inequivocabilmente il principio attivo (o i principi attivi) di cui è composto il farmaco che la persona sta richiedendo. Il farmacista potrà inoltre leggere sullo smartphone dell’utente informazioni tradotte su come la posologia e indicazioni terapeutiche, consentendo una più accurata interpretazione del medicinale necessario.

Chi si è ritrovato in situazioni “linguisticamente difficili” viaggiando, può comprendere subito quanto possa essere difficile a volte farsi capire, figuriamoci quando dovremmo spiegare di quale farmaco abbiamo bisogno e per quale motivo lo utilizziamo.

Attualmente Pharmawizard può tradurre principi attivi in 16 lingue diverse compreso il cinese, l’arabo e il russo.

Curarsi meglio con la tecnologia

Con Pharmawizard una persona che si ritrovasse all’estero con l’esigenza di comprare un farmaco in sicurezza, senza consultare fonti dubbie (la classica “pericolosa” googlelata) o richiedendo consulti medici telefonici spesso impossibili. Pensate a quale competenza abbia un medico italiano sui farmaci venduti in Russia e sui loro nomi!

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Pharmawizard è il servizio digitale gratuito - app e desktop - che risolve il problema della ricerca di informazioni affidabili sui farmaci. Con Pharmawizard è possibile avere sempre a portata di mano la soluzione intelligente per gestire al meglio i propri farmaci e tutelare la propria salute.

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