Farmaci antidepressivi: la ketamina diventerà farmaco?

Farmaci antidepressivi: la ketamina diventerà farmaco?

Tra i farmaci antidepressivi potrebbe rientrare anche la ketamina? I ricercatori dell’Oxford Health NHS Foundation Trust hanno somministrato dosi di ketamina a pazienti colpiti dalla depressione e i risultati sono stati sorprendenti.

Farmaci antidepressivi, cosa sono?

La depressione è una sindrome eterogenea che altera gli stati umorali degli individui che colpisce. I sintomi coinvolgono soprattutto la sfera emotivo-affettiva, ma possono presentarsi anche fenomeni neurodegenerativi, come difficoltà mnemoniche e loquiali.

I farmaci antidepressivi per combattere questi disturbi sono vari, classificabili essenzialmente in:

– Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)

  • fluoxetina
  • citalopram
  • sertralina

– Inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI)

  • venlafaxina
  • duloxetina

Si hanno poi altre categorie di antidepressivi, ma risultano meno popolari:

– Inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina (NARI)
– Antidepressivi specifici serotoninergici e noradrenergici (NASSA)
– Inibitori delle MAO
– Antidepressivi triciclici
– Hypericum perforatum

Ognuno di questi antidepressivi ha la sua funzione specifica e la sua efficacia è diversa per ogni paziente.

Ketamina, che cos’è?

Conosciuta anche come “droga dei party”, la ketamina è un farmaco anestetico che, assunto a dosaggi inferiori a quelli necessari per l’anestesia, agisce sul SNC (sistema nervoso centrale) come un potente psichedelico (molto più dell’LSD) producendo una sensazione di dissociazione tra mente e corpo. È attualmente classificata dalle autorità britanniche come una delle sostanze stupefacenti più pesanti in circolazione.

Una nuova cura per la depressione

Secondo gli scienziati di Oxford la ketamina, diffusa soprattutto come sostanza stupefacente per i suoi effetti allucinogeni, potrebbe risultare efficace per il trattamento delle persone affette da depressione maggiore.

Alcuni pazienti cui la sostanza è stata somministrata in via del tutto sperimentale, hanno avuto una ricaduta quasi immediata, ma su altri (irca il 30%) sono stati registrati miglioramenti sensibili e duraturi. Gli scienziati hanno confermato che la ketamina ha un rapido effetto antidepressivo, specialmente in alcuni pazienti che non avevano risposto ad altri trattamenti.

Gli effetti sono visibili nel giro di 2 ore dalla somministrazione. A volta anche entro i primi 40 minuti.

Lo studio

 Il dottor Carlos Zarate jr del National Institute of Mental Health (Nimh) aveva già condotto qualche anno fa uno studio somministrando  la ketamina per via endovenosa a 18 pazienti malati di depressione maggiore resistente ai farmaci e dando ad altrettanti depressi un placebo. Il tono dell’umore si alzò nei primi 18 nel giro di due ore e durò fino a una settimana, cosa che non avvenne con il placebo.

La ketamina è ora sotto indagine scientifica per un eventuale uso da “correttivo” degli antidepressivi in uso, i quali – di vecchia o di nuova e nuovissima generazione– cominciano ad agire in genere 2-3 settimane dopo l’inizio della cura.

Non deve diventare un farmaco

La ketamina infatti è in grado di porre rimedio proprio all’indebolimento delle sinapsi, ma non si può comunque parlare di cura miracolosa in quanto, oltre ai noti effetti collaterali (dipendenza e allucinazioni), la sostanza causa anche gravi danni alla vescica e ai reni.

Lo studio sulla sulla ketamina è importante perché indica la possibilità di nuove vie di ricerca, sia nelle diverse fasi di evoluzione del disturbo depressivo sia nelle diverse fasi della terapia. Lo studio, inoltre, potrebbe estendersi anche alle psicosi.

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