Farmaci oppiacei, addio! Gli antidolorifici di nuova generazione sono a base di lievito

Farmaci oppiacei, addio! Gli antidolorifici di nuova generazione sono a base di lievito

Rinunciare ai farmaci oppiacei è possibile, secondo gli scienziati il segreto si trova nelle cellule del lievito. L’obiettivo qual è? Mantenere l’efficacia, ma azzerare il rischio di dipendenza. 

I papaveri son alti, alti, alti, ma i lieviti OGM sono meglio

Saranno infatti lieviti OGM ad essere trasformati dal team di bioingegneri della Stanford School of Engineeringin in potenziali fabbriche di medicinali oppioidi. Il team americano è capitanato da Christina Smolke, la quale ha dichiarato nello studio pubblicato sulle pagine di Nature Chemical Biology :”Il traguardo è prossimo. Siamo molto vicini all’obiettivo di riprodurre l’intero processo di produzione di oppiacei nelle cellule di lievito in modo da eliminare la necessità di coltivare papaveri, ottenendo farmaci essenziali senza alimentare il rischio di utilizzi illegali”.

È da secoli ormai che l’essere umano sfrutta il potente effetto antidolorifico delle sostanze oppioidi presenti nella pianta di papavero. Dal papavero sono ricavati farmaci a base di morfina e sono molti e vari i farmaci oppiacei a oggi in uso in tutto il mondo. Tra quelli di suo più comune abbiamo la Codeina, famoso rimedio per la tosse, e la Tebaina. 

Farmaci come birra

Smolke e colleghi hanno ottenuto i risultati sperati aggiungendo alle cellule di lievito 5 geni provenienti da 2 diversi organismi: 3 dal papavero e 2 da un batterio che vive sullo stelo della pianta, riuscendo in questo modo a riprogrammare semplici cellule di lievito e a renderle in grado di produrre farmaci oppiacei, attraverso una sofisticata evoluzione del processo con cui si ottiene… la birra.  Proprio così, i nuovi farmaci verranno creati tramite fermentazione. Il genoma del lievito è stato così modificato da indurlo a comportarsi come un “papavero” o come una sorta di oppiaceo.

E i papaveri? 

Torneranno ad essere semplici fiori. Niente più campi. Ad oggi, come sottolineano anche gli scienziati impegnati nella ricerca, le e coltivazioni legali di papaveri da oppio sono limitate a pochi Paesi (Australia, Francia, Ungheria, India, Spagna e Turchia) e supervisionate dall’International Narcotics Control Board, i cui controlli fanno sì che che oppiodi come la morfina non vengano raffinati in eroina alimentando il traffico di droga.

«Ora siamo molto vicini a replicare l’intero processo di produzione di oppioidi in un modo che si può eliminare la necessità di coltivare il papavero, che ci permette di produrre in modo affidabile farmaci essenziali, mentre mitiga il rischio di diversione per un uso illegale», spiega Smolke. «Avremo metodi di produzione più sostenibili, convenienti e sicuri per questi importanti farmaci».

Ma c’è da tener presente che per arrivare a tutto questo sono stati necessari ben diciassette passaggi chimici distinti per rendere i composti utilizzabili. Alcuni di questi passaggi si sono verificati in maniera spontanea; altri sono stati resi possibili dai processi chimici di sintesi. Per questo secondo la ricercatrice potrebbero volerci ancora diversi anni per perfezionare gli ultimi passaggi e arrivare a una produzione di farmaci antidolorifici con numeri pressoché identici a quelli attuali.

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