Farmaci per bambini: come e quali medicine dare ai più piccoli

Farmaci per bambini: come e quali medicine dare ai più piccoli

A giugno l’AIFA ha lanciato due iniziative per informare sui farmaci per bambini. Le due iniziative hanno preso il nome di “Farmaci e gravidanza” e “Farmaci e pediatria”.

sperimentazione-farmaci-nei-bambiniAd oggi ancora il 70% dei farmaci somministrati ai bambini, in età scolare o neonatale, è utilizzato fuori indicazione (off label). Ciò significa che, in maniera abituale, ai bambini vengono somministrate dose arbitrariamente ridotte di farmaci indicati per curare esclusivamente gli adulti. Ai più piccoli andrebbero invece riservate terapie adatte alla loro età.neonati, in particolare, hanno una diversa reazione ai farmaci e non bisogna prescrivere loro medicine di nostra iniziativa, senza aver prima consultato un pediatra.

Quali sono i rischi?

I rischi in cui si incorre  quando si parla di farmaci e bambini sono:

– la possibilità di somministrare al piccolo un eccessivo dosaggio di medicinale;

– intervalli troppo brevi fra le assunzioni.

Senza contare che, in generale, i preparati non idonei all’età del piccolo o non studiati su un campione infantile possono essere molto pericolosi, per questo è necessario acquistare solo specifici farmaci per bambini e comunque non abusarne, attenendosi alle indicazioni del foglietto illustrativo.

Come fare a dare le medicine ai bambini?

1. La prima cosa da fare è chiedere al pediatra quale cura è migliore per i bambini, se c’è il rischio di interazioni con altri farmaci, (compresi rimedi naturali e omeopatici), quante volte al giorno il bambino deve prendere la medicina e per quanto tempo, se è meglio mangiare prima oppure no, in che lasso di tempo il farmaco comincia ad agire, quali sono gli effetti collaterali possibili e se si può smettere l’assunzione se si nota un miglioramento generale nelle condizioni del bambino.

2. Fatto questo, tenete presente che non bisogna mai dare al bebè dei farmaci sciolti nel biberon, poiché non solo è probabile che, non bevendo tutto il contenuto, non assuma l’intera dose consigliata dal medico, ma anche che la biodisponibilità del farmaco venga alterata dalla modificata attività funzionale di stomaco, intestino e secrezione biliare causata dal latte.L’effetto terapeutico del farmaco potrebbe non essere del tutto garantito.

3. Secondo l’AIFA è meglio somministrare i farmaci al piccolo due ore dopo l’ultimo pasto e mezz’ora prima del successivo, fatta eccezione per medicine che potrebbero irritare il tratto intestinale e che devono essere necessariamente assunti subito prima e subito dopo i pasti.

4. Se il bambino deve assumere dello sciroppo, provate a somministrarglielo attraverso una siringa senza ago, un contagocce o uno degli speciali ciucci in commercio.

Quali sono o farmaci essenziali per i bambini?

Secondo una ricerca condotta dall’Istituto Mario Negri di Milano, su 381 farmaci somministrati almeno una volta in 2 mesi dai pediatri, 38 sono quelli più prescritti per curare le malattie più comuni dei bambini in Italia. Tra i medicinali in commercio, comunque, ne basterebbero 20 tipi diversi in tutto. La ricerca è basata su due mesi di lavoro di 64 pediatri della Lombardia, pubblicata su Acta Paediatrica.

Complessivamente sono stati prescritti 381 medicinali, le classi più frequenti sono risultate gli antibiotici (43,8%), gli anti asmatici (12,9%) e gli antistaminici (11,8%).

“In questa indagine abbiamo incluso sia i farmaci rimborsabili dal Sistema sanitario che quelli di fascia C a pagamento, che spesso rientrano fra le tipologie più prescritte dai pediatri come l’ibuprofene e il paracetamolo” – ha precisato Antonio Clavenna, farmacologo al laboratorio della salute materno-infantile dell’Istituto Mario Negri, coautore dello studio – “Fra farmaci rimborsabili e quelli che i genitori pagano di tasca propria il risultato non cambia, sono una quarantina quelli raccomandati di più dai pediatri per la cura delle affezioni più comuni”.

E ha concluso Clavena: “Di questi 38 molti hanno lo stesso meccanismo d’azione, come molti antibiotici e antiasmatici, quindi in realtà gli essenziali sarebbero massimo 20 categorie diverse, a fronte di un mercato molto più vasto fatto di fotocopie l’uno dell’altro”.

Il commento di Giovanni Corsello, Presidente della Società italiana di pediatria (Sip), è stato: “I dati sono incoraggianti perché confermano che il pediatra tende ad usare i farmaci consolidati, sicuri e testati, soprattutto per le patologie comuni. Ci sono anche dei farmaci ridondanti o ripetitivi in termini di meccanismo d’azione rispetto ad altri, messi in commercio anche per l’età pediatrica sulla base di sperimentazioni fatte soprattutto sugli adulti. Se non è strettamente necessario prescrivere farmaci nuovi è sempre bene preferire i più collaudati nel tempo“.

Autore

Pharmawizard 289 posts

Pharmawizard è il servizio digitale gratuito - app e desktop - che risolve il problema della ricerca di informazioni affidabili sui farmaci. Con Pharmawizard è possibile avere sempre a portata di mano la soluzione intelligente per gestire al meglio i propri farmaci e tutelare la propria salute.

Lascia il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

You might also like