Foglietti illustrativi su Twitter: una novità made in USA

Foglietti illustrativi su Twitter: una novità made in USA

Immaginate di poter cercare i vostri farmaci e leggerne i foglietti illustrativi su Twitter. Vi fidereste delle informazioni che trovate? Per risolvere il problema, la Food and Drug Administration ha emanato in questi giorni una proposta di linee guida per la comunicazione online riguardante i medicinali, concentrandosi in particolare su Twitter e sugli “annunci sponsorizzati” di Google. Insomma, anche le grandi aziende farmaceutiche sono destinate ad adeguasi ai nuovi mercati e, se i clienti cercano risposte online, è meglio metterne in circolazione di sicure e attendibili.

Certo, è vero, per il momento si parla solo di una bozza di indicazioni, che potrebbero però diventare definitive entro i prossimi tre mesi ed eventualmente divenire una vera e propria legge. 

Ma da cosa iniziare? La FDA, alle aziende che dovessero twittare dei benefici di un dato farmaco, suggerisce di inserire all’interno dello stesso post una breve descrizione dei possibili effetti collaterali e un link di approfondimento. L’agenzia governativa ha fornito anche un esempio di tweet relativo a un farmaco fittizio contro la perdita di memoria, controindicato per pazienti soggetti ad attacchi epilettici (“seizure”, in inglese): “NoFocus for mild to moderate memory loss; may cause seizures in patients with a seizure disorder www.nofocus.com/risk”. 

Tom Abrams, direttore dell’Office of prescription drug promotion dell’Agenzia, ha sinteticamente dichiarato: “L’informazione non dovrebbe essere di tipo promozionale, e dovrebbe essere corretta conforme a quanto riporta l’etichetta approvata dall’Fda”.

Naturalmente è difficile far rientrare tutto il necessario nei soli 140 caratteri concessi dal servizio, ed è per questo che,  nel caso di posologie e indicazioni d’uso particolarmente complesse,  la FDA invita le aziende a “riconsiderare l’utilizzo di Twitter”. Insomma, se non si può dire tutto, meglio non dire niente.

Le indicazioni “comportamentali” per le aziende farmaceutiche più attive online arrivano anche sul fronte Wikipedia. Le aziende possono intervenire e partecipare alla redazione degli articoli, purché le modifiche non siano troppo di parte, e ne sia chiara la fonte.

E se ci si dovesse imbattere in un articolo contenente delle imprecisioni o gravi errori? La FDA invita le società a contattare l’autore dell’articolo per richiedere tutte le modifiche del caso.

Alle critiche (eccessiva rigidità, limitazione della libertà d’espressione, ecc.) la FDA ha risposto che si tratta di un buon passo per iniziare a fare un po’ di ordine in quello che al momento è un ambito privo di regole e, tuttavia, si parla di applicare accorgimenti in vigore già altrove:  l’obbligo di inserire un richiamo ai possibili effetti collaterali, ad esempio, è già da tempo pratica comune all’interno degli spot promozionali in tv.

È bene ricordare che i medicinali non sono una merce qualunque e che ogni errore di  promozione e comunicazione può costare caro, sia in termini di salute dei pazienti che di immagine dell’azienda. La bozza della FDA è probabilmente destinata a segnare un punto di svolta e a garantire trasparenza e un maggior rispetto del paziente.  

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