Se tu fumi io guarisco

Se tu fumi io guarisco

Un fumatore non sa giustificare – razionalmente – la sua scelta di voler accendere una sigaretta. Ma se oggi volesse dare un risposta a questo “impulso suicida”, potrebbe affermare – in odor di paradosso – di fumare per salvare la vita di un fumatore!

Strano ma saggio

Al di là dei paradossi, questa frase racchiude in sé il concetto di una proposta tutt’altro che scherzosa: tassare di 1 centesimo ogni sigaretta venduta per alimentare un Fondo per la cura dei pazienti oncologici.

E’ questo il contenuto della proposta dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica). Secondo la stessa associazione in Italia, solo nel 2015, sono stati diagnosticati il circa 41.ooo nuovi casi di tumore polmonare (nel 2015 il totale dei casi di tumore diagnosticati è stato di 363.000).

Secondo le stime dell’AIOM, con un meccanismo del genere si potrebbero raccogliere circa 720 mln di € in un anno. Una cifra importante se si pensa che la spesa nazionale globale per l’acquisto di farmaci anticancro è di 3.800 mln di €.

Cancro, cure e budget

Anche se il Sistema Sanitario Nazionale italiano è stato progettato per dare un’assistenza medica universale, ciò non significa che l’accesso a cure  medicinali sia uguale per tutti. Soprattutto quando si parla di malattie particolarmente gravi, come i tumori, l’accesso ad alcuni tipi di terapie può essere “economicamente” difficile. Senza contare che i casi di cancro sono in media persone che appartengono a classi sociali poco agiate.

Fondo Nazionale per l’Oncologia

La proposta di AIOM va nella giusta direzione, perché, al di là dell’aspetto economico, ci sono evidenze statistiche che mostrano quanto la cura (o lotta) contro i tumori più diffusi in Italia sia una sfida possibile.

Secondo i dati ufficiali in Italia la percentuale di guarigioni dalle più diffuse forme tumorali è costantemente più alta delle media europea: dal tumore al seno guariscono l’85,5% delle donne contro una media che in europa registra l’81,8%, dalla prostata l’88,6% rispetto all’83,4%, dal colon il 60,8% contro il 57%, dallo stomaco il 32,4% contro l’25,1%; ciò avviene anche nelle forme in particolarmente difficili da trattare, come polmone – 14,3% vs 13% – e pancreas  – 7,2% vs 6,9%.

Investire nella cura, sfruttando un meccanismo di tassazione che faccia leva sulle abitudini poco virtuose, non è solo un ‘iniziativa etica, ma un’iniziativa “valida”, confermata dall’evidenza del dato scientifico.

P.S.: se non volete contribuire al Fondo e volete smettere di fumare, sigari, sigarette, sigarette elettroniche (a proposito, che fine hanno fatto?) e tabacchi vari, va bene lo stesso

 

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