Parto a 5 Stelle: arriva l’hotel in cui partorire

Parto a 5 Stelle: arriva l’hotel in cui partorire

Resta ancora molto attuale il discorso relativo ai luoghi del parto, alla sicurezza, all’appropriatezza delle cure e all’assistenza ostetrica. Ma, mentre in Italia il dibattito ruota intorno ai presidi ospedalieri, al ginecologo di fiducia ed al parere dell’ostetrica – l’alternativa – che promuove il parto in casa, all’estero siamo ben oltre.

Partorire tra massaggi e servizio in camera

Ad Amsterdam è nato l’Hotel del parto, un luogo in cui soggiornare durante il travaglio ed il parto, sotto l’attento sguardo di ostetriche preparate. Durante il pernottamento è possibile richiedere massaggi, trattamenti e servizio in camera. Rimane il dubbio dell’orario per il check out: se il bimbo non nasce entro le 10.00 bisogna comunque liberare la camera? Lasciando ai più curiosi la ricerca di questi dettagli, la riflessione nasce spontanea riguardo alla reale necessità di iniziative come questa.

Forse sarebbe opportuno fare un passo indietro e chiedersi cosa sia realmente utile per la nascita della triade mamma papà e bimbo e cosa, invece, è un surplus ed un eccesso dettato dal desiderio di essere alternativi ad ogni costo. 

Il lusso è davvero necessario nel parto?

Mentre le ostetriche, alcuni pediatri ed altrettanti ginecologi, si sgolano per diffondere la sicurezza del parto in casa (vi invito alla lettura dell’articolo sul tema della rivista “Uppa”: un pediatra per amico, del 20 gennaio) nel tentativo di sdoganare il vecchio mito che vuole le donne sdraiate su un lettino di ospedale come unica alternativa per far conoscere il modo al proprio bambino, d’altra parte il desiderio di andare controcorrente rischia di portarci fuori strada, perdendo di vista l’essenziale.
Abbracciare l’idea di un luogo del parto vissuto come fosse un soggiorno in hotel si allontana parecchio dalla filosofia della nascita che invece sempre più professionisti dell’ambito materno infantile cercano di portare avanti.  Anzi, relegare le donne tutte nello stesso luogo, tra l’altro a loro estraneo in cui anche il  personale è a loro sconosciuto e che lavora probabilmente secondo delle turnazioni, non si allontana molto rispetto all’esperienza della nascita in ospedale; di alternativo ci vedo ben poco.
Forse potremmo iniziare ad aprire le porte alla realtà del parto in casa, informandoci sulle motivazioni scientifiche che vi sono alla base e che portano tanti operatori sanitari qualificati a consigliarlo, allontanando l’idea che sia una scelta naif ed alternativa di coppie che vogliono andare “contro il sistema”.

Scrivi a Selvaggia: perrone.ostetricia@gmail.com

Autore

Selvaggia Perrone 5 posts

Sono un’Ostetrica Libero professionista, appassionata ed impegnata nell’assistenza dei parti a domicilio e di tutte le donne che ho la fortuna di accogliere nel mio studio privato. Mi sono laureata con Lode all’Università degli Studi di Parma nel 2012 e lavoro in Valle d’Aosta con importanti collaborazioni per la zona del nord del Piemonte. Mi interesso di medicina antroposofica come supporto per la naturalità della gravidanza e dell’evento nascita, ma faccio affidamento ad analisi del genoma prenatali nel caso in cui risulti necessario. Scrivo per la rubrica di benessere sul settimanale della mia regione (Gazzetta Matin) e per qui sul blog di Pharmawizard.

Lascia il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

You might also like