Il farmaco che ti cambia la pelle

Il farmaco che ti cambia la pelle

La notizia sembra essere verificata, sebbene siano necessarie le dovute cautele cliniche: il colore della pelle delle persone affette da vitiligine potrebbe cambiare grazie ad un farmaco contro l’artrite.

La molecola “Americana”

Tutto nasce dalla Tofacitinib una molecola a punto dall’industria farmaceutica per la cura dell’artrite reumatoide. Il farmaco basato su questa molecola fu approvato nel 2012 dalla FDA statunitense (ma viene commercializzato anche in altri paesi come Russia e Giappone). In Europa l’EMA (European Medicine Agency) invece ha negato la commercializzazione del farmaco in quanto, a seguito dell’analisi dei dati riportati da 5 studi che coinvolgevano complessivamente 3300 persone, sono emersi significativi problemi in merito alla sicurezza del farmaco.

Il Colore della Pelle

A dispetto delle osservazioni “europee”, lo scorso hanno negli Stati Uniti il dottor Brett King  ha pubblicato uno studio  per documentare un fenomeno interessante. I farmaci inibitori della Janus chinasi –  una famiglia di amminoacidi responsabili di alcuni processi di “comunicazione” cellulare – come il Tofacitinib, possono ripristinare la pigmentazione originale delle persone affette da vitiligine. La vitiligine è una malattia che determina una progressiva “depigmentazione” (perdita di colore) della pelle, provocando un innaturale effetto maculato nelle persone che ne sono colpite.

Non si tratta di una malattia pericolosa, ne contagiosa; ma, come dimostra la grande attenzione suscitata intorno al caso della modella Winnie Harlow, affetta da vitiligine, le persone che ne sono colpite possono avere un aspetto curiosamente “eccentrico”. Un’altra “vitiligine celebre” fu quella che colpì, diversi anni fa, Micheal Jackson: un episodio che non mancò di suscitare polemiche, tanto da indurre qualcuno a teorizzare che l’artista si fosse sottoposto ad un intervento di sbiancamento della pelle per una questione di fama.

Farmaco miracoloso? Nulla di certo

Finora la vitiligine è sempre stata considerata una malattia senza rimedio: le cure farmacologiche a base di farmaci steroidei o immunosoppressori ad oggi somministrate alle persone che ne sono affette, infatti, hanno il solo scopo di rallentare la progressione della malattia, ma non di ripristinare il colore originario della pelle.

Un solo caso non fa scienza

Ad ogni modo è importante ricordare che l’ “esperimento” del dottor King su un solo soggetto – una donna di 53 anni che ha riconquistato una pigmentazione omogenea grazie ad un trattamento a base di Tofacitinib – non può essere considerato una prova inconfutabile. Come noto un farmaco prima di poter essere approvato, in Europa (anche in Italia) così come negli Stati Uniti, ha bisogno di un lungo processo di verifica e monitoraggio dei suoi effetti, affinché possa essere considerato efficacie, affidabile e sicuro.

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2 Comments
  1. Anonimo
    luglio 03, 15:34 Reply
    Vorrei saperne di più comunque sono molto contenta di questa scoperta e vorrei sottopormi al farmaco
    • Pharmawizard
      luglio 04, 10:16
      Buongiorno, purtroppo come scritto nell'articolo, il farmaco, che viene utilizzato per la cura dell'artrite reumatoide, non è commercializzato in Europa in quanto rigettato dall'EMA. Per questo motivo anche il suo eventuale utilizzo off-label (ovvero per scopi terapeutici diversi da quelli dichiarati dal foglietto illustrativo) non è ancora consentito.

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