Il mondo Alzheimer: impariamo a conoscerlo

Il mondo Alzheimer: impariamo a conoscerlo

«Posso vedere le parole galleggiare davanti a me
e non riesco a raggiungerle,
non so più chi sono e cosa perderò ancora».

Negli ultimi giorni abbiamo sentito spesso parlare di Alzheimer, una maggiore attenzione dovuta soprattutto all’uscita nelle sale dell’appassionante film con Julienne Moore Still Alice, che ha riportato l’attenzione collettiva sul tema e che entra nel cuore della malattia con intelligenza e delicatezza. Still Alice rappresenta il dramma di una donna colpita dalla malattia che pian piano perde progressivamente il controllo sulla sua vita stravolgendo la stabilità familiare e professionale.

Perché l’Alzheimer può far paura? Perché un po’ per volta allontana da sé chi ne è colpito portandolo lentamente a perdersi. Ci si ritrova davanti la porta della propria camera da letto, inconsapevoli e incerti se aprire o no, indecisi se entrare o meno chiedendosi per quale ragione si è giunti fin lì.

Cos’è il morbo di Alzheimer?

Definita anche Demenza di Alzheimer, è una malattia neurodegenerativa caratterizzata da un lento e progressivo declino delle funzioni cognitive ed intellettive a seguito della degenerazione dei neuroni nella corteccia cerebrale. La manifestazione principale della malattia è sicuramente la perdita della memoria per gli eventi recenti. A causa della sua natura cronica e progressiva, è una malattia fortemente invalidante che nel corso degli anni, comporta  difficoltà sempre maggiori nelo svolgimento delle attività quotidiane, fino alla completa dipendenza dagli altri.

Convivere con questa patologia è estremamente difficile, sia per il paziente che per i familiari che spesso non sanno come gestire e affrontare questa delicata situazione. Per tali ragioni, sono quindi fondamentali cure specifiche volte a contenere la perdita di autonomia e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Diverse strutture supportano pazienti e famiglie nella gestione della malattie e nelle attività di mantenimento cognitivo, rallentando l’evoluzione della malattia. D’altra parte, tutt’oggi sono principalmente i familiari a dover provvedere alla gestione clinica ed assistenziale del malato.

Un po’ di numeri:

Colpisce prevalentemente le persone anziane e si stima che solo in Italia ne sono affetti in 500 mila (circa 25 milioni nel mondo), in prevalenza donne, costituendo il terzo problema sanitario dopo le malattie cardiovascolari e i tumori.

Come riconoscere l’Alzheimer?

Il morbo di Alzheimer è un forma di demenza cronica e progressiva che si verifica con il declino della capacità di apprendimento, di linguaggio, di pensiero e di giudizio con un deterioramento del controllo delle emozioni nell’interazione sociale. La valutazione della malattia può risultare spesso difficile poiché l’evoluzione è lenta e spesso oscura. Quindi, cosa possiamo fare per capire che il deterioramento mentale non è connesso con l’invecchiamento?

  • Effettuare test psicometrici per valutare quantitativamente la perdita delle funzioni cognitive
  • E’ necessario un periodo di osservazione compreso tra i 6 e i 12 mesi
  • Eseguire una TAC o una Risonanza Magnetica per escludere altre cause di demenza

Quali sono i sintomi?

Il paziente progressivamente manifesterà questi sintomi:

  • afasia: cioè difficoltà a pronunciare nomi di persone o cose
  • alterata percezione dello spazio: non si ricorda più delle strade sempre percorse o non riconosce più la destra dalla sinistra
  • aprassia: difficoltà a compiere dei movimenti finalizzati: il paziente non sa come usare un oggetto sempre utilizzato (es: prendere un bicchiere)
  • agnosia: difficoltà a riconoscere gli oggetti
  • deficienza cognitiva: difficoltà a formulare pensieri astratti

Nella prima fase della malattia i disturbi della memoria si manifestano lentamente, associati a episodi di confusione, inadeguatezza e smarrimento. Ci si dimenticherà la strada verso casa o non si ricorderà il nome di alcuni oggetti ma, questi eventi, saranno ancora di breve durata.

Successivamente, gli episodi demenziali saranno sempre più frequenti anche nel corso della stessa giornata. Si perderà lentamente la propria autonomia sino ad una completa dipendenza dagli altri anche nello svolgimento delle attività più semplici. Questa fase può, inoltre, essere caratterizzata da aggressività ed episodi di allucinazioni.

L’ultima fase della malattia è quella vegetativa. Il paziente dipende per la sopravvivenza dall’assistenza dei familiari e dei sanitari.

Ciò che però è davvero importante sottolineare è che la morte non sarà mai di natura degenerativa bensì legata alle infezioni che possono insorgere con la malattia.

Terapia

Ad oggi non esiste una terapia farmacologia per guarire dall’Alzheimer, si può rallentarne l’evoluzione negli stadi iniziali utilizzando gli interventi di tipo riabilitativo. C’è da essere speranzosi? Pensiamo soltanto a tutte quelle malattie che fino a qualche tempo fa sembravano un male invisibile e che oggi, invece, sono curabili. Diamo tempo al lavoro dei  ricercatori che ogni giorno, con passione, tentano di dare una risposta alle tante domande ancora aperte della medicina. E’ stato già fatto molto, non è ancora tutto ma è comunque importante.

Autore

Pharmawizard 286 posts

Pharmawizard è il servizio digitale gratuito - app e desktop - che risolve il problema della ricerca di informazioni affidabili sui farmaci. Con Pharmawizard è possibile avere sempre a portata di mano la soluzione intelligente per gestire al meglio i propri farmaci e tutelare la propria salute.

1 Comment
  1. […] L’Alzheimer come è noto, infatti, sorge per effetto degli accumuli dei frammenti di queste proteine in diverse parti del cervello; questi accumuli impediscono la “comunicazione” tra diversi neuroni, generando di conseguenza seri problemi alla memoria e alle abilità cognitive dei soggetti colpiti. […]

Lascia il tuo commento

You might also like