Il pap test in 5 domande

Il pap test in 5 domande

“Il dottore del futuro non darà medicine, ma invece motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, alla dieta ed alla causa e prevenzione della malattia” – Thomas Edison

Scoprire  il proprio corpo, riconoscerne i segnali e imparare a volersi bene è il primo passo per vivere una vita di qualità. L’informazione, lo screening e la cura di sé possono aiutarci a tenere sotto controllo tutte quelle malattie “rosa” che se individuate in tempo, possono salvarci la vita. Sono tantissime le campagne di sensibilizzazione in tutto il mondo che incentivano le donne ad essere un po’ meno mogli e mamme in carriera, sempre attente ai bisogni degli altri e ad essere più attente alla salute. E’ il caso della più recente campagna SmearforSmear lanciata in America dalla Jo’s Cervical Cancer Trust per incentivare le donne a sottoporsi al pap test e prevenire l’insorgenza del cancro alla cervice uterina. Un po’ di rossetto rosso sbavato e un selfie per fare un balzo in avanti  nella prevenzione ed aiutarci ad affrontare problemi come l’infertilità, la menopausa precoce o, nel peggiore dei casi, la morte.

Cos’è il pap test?

E’ un esame semplice che funge da screening per individuare in modo rapido la presenza di tumori alla cervice uterina. E’ gratuito e possono effettuarlo tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. L’esame viene effettuato durante una semplice visita ginecologica per mezzo di uno speculum che dilata l’apertura vaginale, così da favorire il prelievo di cellule dal muco rispettivamente dal collo dell’utero e dal canale cervicale, per mezzo di una spatola e di un tampone. Le cellule prelevate verranno poi “strisciate” su un vetrino al fine di individuare infezioni da Hpv (PapillomaVirus) considerate precursori delle lesioni pre-cancerose del collo dell’utero. Per la sua importanza, proprio perché è in grado di individuare precocemente delle anomalie non rilevabili durante una normale visita ginecologica, questo test è a carico del SSN ed è possibile effettuarlo nelle Asl e nei consultori della propria città senza la prescrizione del medico.

Perché è utile?

Perché sin dall’inizio del suo impiego agli inizi degli anni ’50 ha permesso di ridurre drasticamente l’incidenza di morte a causa del tumore al collo dell’utero. L’attenzione crescente delle donne e dei medici nei riguardi di questo problema, ha permesso che questo tumore si riducessero drasticamente negli anni passando dal terzo posto come causa di decesso  nel dopoguerra al tredicesimo posto oggi.

Perché effettuarlo ogni tre anni?

Il tumore al collo dell’utero si sviluppa molto lentamente e in modo graduale, servirà del tempo prima che si manifesti clinicamente o che sfoci in forme più gravi e più invasive.

Cosa fare affinché il pap test risulti efficace?

  • il prelievo delle cellule va effettuato entro i 3 giorni che precedono o seguono il ciclo mestruale
  • astenersi dai rapporti sessuali per almeno due giorni
  • evitare l’uso di creme e lavande vaginali nei 3 giorni che precedono la visita

Se il test è positivo o poco chiaro?

La lettura delle analisi a volte può risultare poco chiara a causa di un quantitativo insufficiente di cellule prelevate o per la presenza di un’infiammazione che altera la lettura del vetrino. In questi casi è indispensabile ripetere il test un’altra volta. Se il pap test evidenzia, invece, la presenza di alterazioni cellulari è il caso di effettuare una colposcopia ovvero un’esame che permette la visione ingrandita dalle 2 a 60 volte della cervice uterina( parte più esterna del collo dell’utero), consentendo al medico di rilevare anomalie ed eventuali lesioni, che potrebbero sfuggire a una visione a occhio nudo.

Lo sapevi che:

  • Possono effettuare il test anche le donne in gravidanza, senza danneggiare il feto e consigliamo di eseguirlo solo se necessario e informando il medico della propria situazione
  • E’ possibile effettuare il test già dopo 40 giorni dal parto quando, terminato il puerperio, l’utero ritorna alle sue dimensioni originali e le perdite sono cessate. Se si allatta il proprio piccolo, la concentrazione di estrogeni nel sangue è più bassa e l’epitelio può risultare più sottile e fragile del solito pertanto, nessun allarmismo, è una situazione fisiologica transitoria
  • l’uso dicontraccettivi orali o la presenza di una spirale intrauterina sono irrilevanti ai fini del test
  • Fino ai 65 anni, anche se si è già in menopausa, le donne devono comunque continuare ad effettuare il test
  • Anche le donne ancora vergini possono effettuare il test, infatti seppur in rari casi, esistono forme di tumore al collo dell’utero che si sviluppano indipendentemente dall’infezione da papilloma virus (HPV) trasmessa da un partner. Pertanto, informando il medico, questi provvederà ad utilizzare uno strumento meno invasivo per dilatare la vagina e prelevare le cellule da analizzare
  • Se si è state sottoposte ad un intervento di asportazione dell’utero (isterectomia) a causa di un tumore o di una forma pretumorale, è necessario consultare il medico prima di procedere al test

Partecipate allo screening anche in assenza di sintomi e, per le più giovani, il nostro consiglio è di non allarmarsi. Confrontatevi sempre con il vostro ginecologo che saprà indicarvi il rimedio più adatto a voi.

 

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