Immunità all’HIV? Con un farmaco è possibile

Immunità all’HIV? Con un farmaco è possibile

In Europa, e dunque anche in Italia, se ne è parlato poco, ma la notizia è vera, affidabile e si basa su dati scientifici concreti: si può diventare immuni all’HIV con un farmaco.

Serendipity di un farmaco miracoloso

La storia della farmacia, e quella della ricerca scientifica in generale, è costellata di scoperte dovute alla “Serendipidità“, ovvero di scoperte  eccezionali fatte quando si stava studiando altro. Ed è ciò che è accaduto con il Truvada.

Truvada è il nome commerciale di un farmaco che contiene 2 principi attivi: emtricitabina tenofovir. Il tenofovir tecnicamente è un “profarmaco” ovvero una molecola che al momento dell’assunzione risulta essere inattiva; dopo l’assunzione, grazie all’azione di alcuni enzimi, la molecola si trasforma  chimicamente  nell’organismo, attivandosi così “al momento giusto”.

Il Truvada è stato utilizzato per anni come antiretrovirale per rallentare la progressione dell’HIV nelle persone contagiate, grazie alla sua capacità di  “disattivare” alcuni processi enzimatici responsabili della replicazione del virus. Fino a che, uno dei tanti studi effettuati sul Truvada ha evidenziato un fatto sorprendente: il farmaco aveva anche la capacità di prevenire il contagio da HIV nei soggetti a rischio.  In altre parole il Truvada agisce come una profilassi farmacologica che non permette la contrazione del virus.

Sicurezza e controversie

Nel 2012 il Truvada ha ricevuto da parte della FDA l’autorizzazione ad essere commercializzato, oltre che come antiretrovirale, anche come medicinale per la prevenzione dall’infezione da HIV dopo aver superato con successo le ulteriori fasi sperimentazione per questo utilizzo. In fase sperimentale è stato verificato che il farmaco riduce in maniera drastica le possibilità di contagio.

Le polemiche che fanno da strascico all’uso di Truvada – per il momento solo negli Stati Uniti – non riguardano la sua efficacia, quanto piuttosto i risvolti sociologici che il suo utilizzo può generare. Per alcuni soggetti più “esposti” al rischio di contagio, il Truvada può rappresentare una risorsa effettiva per la tutela della propria salute; allo stesso tempo, però, la verificata efficacia (alta ma non assoluta) del farmaco è interpretata da alcuni come  un “alibi farmacologico” che incentiva dei comportamenti a rischio.

In Italia non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci con questo genere di dibattito. Per questo Pharmawizard consiglia a tutti di prendere sempre e comunque molto sul serio la prevenzione, soprattutto in materia di malattie sessualmente trasmissibili, e tenere sempre a mente le migliori precauzioni possibili.

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