L’influenza sotto l’albero

L’influenza sotto l’albero

L’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che proprio durante il periodo natalizio si registrerà il maggior numero di casi di influenza.

Ad inizio mese erano stati già registrarsi circa 300.000 casi di influenza, ma sotto le feste questo numero potrebbe aumentare esponenzialmente.

Proprio per questo alcune già da qualche mese sono state lanciate le campagne vaccinali per la copertura antinfluenzale, rivolte in particolar modo ai soggetti maggiormente esposti al rischio: persone anziane e con particolari patologie per cui, l’eventuale contagio influenzale, potrebbe comportare delle complicanze gravi.

In genere i più esposti al rischio di contagio sono i bambini, che non hanno  – salvo eccezioni – l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale, che non va affatto confusa con altre campagne vaccinali: i bambini, in genere, hanno tutte le risorse immunitarie che occorrono per superare l’influenza.

Virus che cambiano

In un recente studio,  della Stanford University Medical Center, e pubblicato sulla rivista “Immunity”, i ricercatori hanno identificato per la prima volta il meccanismo per distinguere con sufficiente anticipo se un’infezione è di origine virale o batterica, grazie ad una sorta di analisi della “firma genica” della patologia.

La prospettiva che questo studio apre è quella della realizzazione e la somministrazione di antibiotici sempre più mirati, oltre che ad una migliore valutazione terapeutica che eviti terapie farmacologiche inutili: molto spesso accade che pazienti di cui si sospetta un’infezione batterica, che poi risulta essere di origine virale, siano trattati con una cura antibiotica totalmente inutile nonché dannosa.

Il vaccino antinfluenzale

All’interno dello stesso studio è stato inoltre osservato con certezza come la “firma genica” sia la vera “messaggera” che aziona il meccanismo immunitario indotto dalla vaccinazione.

Il vaccino, lo ricordiamo, funziona in effetti come una sorta di messaggero, che porta una con sé un piccolo pezzo di infezione, come se fosse un campione da far studiare alle nostre difese immunitarie, di modo che queste arrivino preparate all’incontro con il virus “vero”.

Questo studio, in definitiva, rafforza la volontà soggetti a rischio si sottopongano alle campagne vaccinali promosse dal Ministero e dalle singole regioni.

La salute, come spesso ribadito, spesso è una questione di informazione. Anche genica 🙂

 

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