Insetti: il futuro dell’alimentazione arriva all’EXPO

Insetti: il futuro dell’alimentazione arriva all’EXPO

mangeremo insettiL’insetto è servito!

È l’8 dicembre, giorno di inaugurazione delle feste, punto di  partenza di un eroico percorso di tavole imbandite, manicaretti caserecci, delizie da scartare insieme ai propri cari e lunghi pomeriggi dedicati a favorire la digestione con ogni mezzo a disposizione.

Adesso. Riuscireste a immaginare un cenone di Natale a base di… insetti?

Primo: lombrichi al sugo o coleotteri in brodo
Secondo: frittura di blatte con insalata di falene
Dolce: fantasia di ragnetti glassati

Probabilmente non siamo ancora pronti, ma all’EXPO si pensa al futuro e a come trovare una risorsa sostenibile per l’alimentazione sia umana che animale.

Gli insetti sono una abbondante fonte di proteine e, mentre mangiarli in Occidente è ancora una “moda” di nicchia, per 2 miliardi di persone al mondo è una normalissima abitudine alimentare, in particolare tra Asia e Africa.

Per la FAO – l’Organizzazione per il Cibo e l’agricoltura delle Nazioni Unite – può essere addirittura una parziale soluzione alla crisi alimentare mondiale.

Perché mangiare insetti?

Mangiare insetti, anche a Natale, sembra un’idea alla quale bisognerà abituarsi. Nel 2050 il nostro pianeta sarà abitato da almeno 9 miliardi di persone e, se le fonti primarie di proteine saranno esclusivamente carni di mucca, maiale, capra e pollo, la situazione diverrà insostenibile.

L’allevamento di questi animali necessita di spazio, grosse risorse e contribuisce in gran misura al riscaldamento globale. Per farsi un’idea dell’impressionante costo per l’ambiente della filiera della carne basta leggere il rapporto della FAO del 2006, “Livestock’s long shadow”. A confronto, gli insetti sono una fonte di proteine più sostenibile, abbondante e decisamente a portata di mano.

A Londra, tra le città più d’avanguardia in fatto di alimentazione, si possono già trovare ristoranti dove assaggiare menù a base d’insetti, e ci sono anche startup che lavorano a trasformarli in cibo adatto per la ristorazione e la grande distribuzione. Per conoscere meglio questo universo gastronomico, vi proponiamo un documentario della BBC.

Nel rapporto che la FAO ha dedicato al tema, si possono conoscere sia gli aspetti nutrizionali di una dieta a base di insetti, sia i vantaggi per l’ambiente di allevare insetti piuttosto che mammiferi.

Sul tema c’è anche un’interessante conferenza del TED conference con tanto di sottotitoli anche in italiano e quest’articolo de Il Fatto Alimentare.

Una risorsa sostenibile, anche sotto le feste

Torniamo al nostro menù delle feste.

Cavallette, bruchi, ragni e formiche sono ricchi di ferro, calcio e zinco. Sono nutrienti e alla portata di tutti. Possono essere serviti vivi, cotti o fritti e utilizzati in ogni pietanza, dai piatti principali al dessert.

Potete iniziare da subito a sbizzarrirvi: l’Unione Europea ha messo in palio ben 3 milioni di euro per chi riuscirà a trovare il modo di rendere popolare il consumo di insetti.

E se volete prendere esempio, Angelina Jolie ha annunciato al mondo che suo figlio mangia cavallette “come fossero Doritos”.

 

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