La carenza di ferro e le donne

La carenza di ferro e le donne

La carenza di ferro accompagna le donne durante tutto l’arco della loro vita fertile, che potrebbe verificarsi con la gravidanza, il post partum, l’allattamento, ma anche nel delicato periodo della perimenopausa , dai 45 ai 55 anni, a causa di cicli mestruali meno puntuali, spesso di carattere emorragico e anche ravvicinati.

Sintomi da carenza di ferro

Il giusto fabbisogno giornaliero di ferro per le donne è pari a 18 milligrammi, quando questo non viene assicurato potrebbe verificarsi una vera e propria patologia, l’anemia sideropenica. Un problema di salute che nasce da una prolungata carenza di ferro. I numeri parlano chiaro: in Italia circa 2 milioni di donne ne soffrono.

I primi disturbi che dovrebbero far accendere il primo campanello d’allarme sono le unghie e i capelli fragili. Se non gestita, la carenza di ferro può portare anche a disturbi più seri, come l’apatia, la svogliatezza, la mancanza di energia. Ma non solo, decadimento cognitivo e difficoltà di concentrazione. Così come disturbi legati all’umore (irritabilità e tachicardia) e i disturbi del sonno. Sintomi questi che riscontriamo spesso nelle donne che stanno entrando in menopausa.

Come si effettua la diagnosi da carenza di ferro?

La diagnosi dell’anemia sideropenica viene effettuata grazie alle analisi del sangue in particolare l’Emoglobina (Hb) e la Ferritina Sierica (FS). Altri dati che vengono presi in considerazione sono l’ematocrito, la sideremia e la transferrina.

Cosa fare per contrastare la carenza di ferro?

Il fabbisogno di ferro di una donna è quasi il doppio rispetto a quello degli uomini, per questa ragione una prima sana abitudine è quella che inizia a partire dalla tavola. La dieta, oltre ad essere il più possibile variegata, deve essere ricca di ferro e vitamina C, la vitamina che aiuta l’assorbimento del ferro.

Con il consulto del medico ci si può anche indirizzare verso un supplemento di ferro, che oggi è resa possibile attraverso nutraceutici specifici, che eliminano i problemi di questo integratore (come difficoltà nell’assorbimento intestinale).

Dieta ricca di ferro – Qualche indicazione

Molti sono gli alimenti che vantano una ricca riserva di ferro. Tra le carni c’è soprattutto il fegato. Tra gli altri elementi vanno ricordati i legumi, le uova, i vegetali a foglia verde, la frutta secca. La frutta poi, è anche la fonte principale per la vitamina C, indispensabile per ottimizzare l’assorbimento del ferro. Grandi quantità se ne trovano in particolare negli agrumi.

Lafergin® – Il nutraceutico per combattere l’anemia sideropenica

Oggi nelle farmacie è possibile trovare nutraceutici specifici per una supplementazione di ferro. Come Lafergin®, un integratore alimentare a base di Ferrazone® (Sodio Ferrico – EDTA), Lattoferrina,  Vitamina B12 che contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e Vitamina C.

Se paragonato ad altri prodotti similari, il nutraceutico Lafergin® possiede altri vantaggi. Come il basso dosaggio di ferro, ma sufficiente per essere molto efficace, ma anche l’elevato assorbimento intestinale (grazie ad una tecnologia innovativa) e l’assenza totale di retrogusto e di effetti collaterali rispetto ai farmaci contenenti ferro e dispensati dal SSN.

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VediamociChiara è il blog dedicato alle donne che vogliono saperene di più sulla salute propria e di tutta la famiglia. I temi trattati sono vari: contraccezione, età fertile, perimenopausa, cure per l’infertilità, pillola del giorno dopo, nutraceutici, farmaci di nuova generazione, terapie per la cura dell’acne o della sindrome dell’ovaio policistico, iniziative benefiche come la Race for the Cure di Komen Italia.

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