Le 5 motivazioni assurde di chi si oppone alla sperimentazione animale

Le 5 motivazioni assurde di chi si oppone alla sperimentazione animale

Abbiamo raccolto – anche un po’ provocatoriamente – le 5 maggiori obiezioni che più di frequente si sollevano contro la sperimentazione animale. L’utilizzo di animali nelle fasi pre-cliniche è un argomento spinoso, su cui si addensano (fortemente) molte mistificazioni ed ipocrisie che vanno a scapito della Ricerca Scientifica (quelle con la “R” e la “S” maiuscole non come quelle pericolose buffonate tipo stamina) nel campo medico e farmacologico.

1. Vivisezione (sic) solo una parte della faccenda

Premessa:

La Sperimentazione Animale è  la totalità degli esperimenti condotti sugli animali. Al suo interno comprende una serie di sotto-insiemi quali:

  1. esperimenti di mera osservazione etologica che non contemplano alcun intervento sull’organismo della cavia studiata
  2. innesto di sostanze non necessariamente ritenute letali o nocive sull’animale
  3. inserimento di fattori esterni (cambiamento dell’ambiente circostante, oggetti o azioni) atti a verificare le reazioni dell’animale

Questi solo per citarne alcuni. Perché continuate a usare il termine vivisezione, per indicare la sperimentazione animale? Considerando il fatto che è solo una parte della metodologia della ricerca che invece per la gran parte si compone di tutt’altro tipo di metodo. E’ infine giusto ricordare che il termine vivisezione non è riconosciuto ne tantomeno utilizzato nella comunità scientifica internazionale.

2. Finta contrapposizione fra metodi

:

La sperimentazione animale si basa anche sull’utlizzo dei modelli animali, che non è altro che un organismo che per sue specifiche caratteristiche biologiche si presta bene ad essere utilizzato come oggetto di studio per trarre conclusioni di applicabilità generale oppure specificamente umana. Insieme a questa metodologia ve ne sono altre come l’uso di modelli informatici o le colture in vitro. Entrambe vengono praticate ogni giorno nei laboratori di tutto il mondo scientifico. Sia le culture in vitro sia l’uso di modelli informatici o dei modelli animali sono tutti metodi complementari e e al servizio della ricerca. Più del 70% del lavoro è fatto da cellule animali (culture in vitro).Per esempio quando viene studiato un meccanismo d’azione bisogna isolare il problema in un sistema estremamente semplificato, e in questo senso le cellule sono essenziali. I modelli informatici aiutano la ricerca a velocizzare i le fasi di dati. I modelli animali permettono di realizzare funzioni complesse come per esempio studiare gli effetti e le eventuali cure di malattie inniettate sui corpi (organismi complessi) dove evidentemente non basta che il farmaco stia a solo a stretto contatto con le cellule(culture in vitro) ma ha bisogno di girare nell’organismo(modelli animali)

 

Per cui perché si continua a contraporre il metodo della cultura in vitro (o anche quello informatico) in antinomia con quello dei modelli animali? Come se ci fosse una guerra fra metodi quando invece la comunità scientifica li utilizza in modo complementare seguendo un unico criterio: ciò di cui la ricerca ha bisogno.

3. Provoca solo dolore

Nella sperimentazione animale viene sempre usato il principio delle 3 R

  1. Riduzione del numero di animali negli esperimenti
  2. Riduzione del dolore
  3. Rimpiazzare il modello animale con altre metodologie la dove possbile

Questo principio risale al 1959, e lo elaborarono due studiosi britannici per conferire una struttura di ragionevolezza e un protocollo da seguire nel  coinvolgimento degli animali negli esperimenti.

Oggi questo principio fa parte integrante della Direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, una Direttiva a oggi già presente in  tutti i 28 stati membri dell’Unione europea, compresa l’Italia.

 

Inoltre nel 2010 una direttiva europea impone l’anestesia per ogni esperimento che sia più invasivo della puntura stessa. Nella maggior parte dei casi l’anestesia viene dunque utilizzata. Solo in casi in cui è comprometterebbe l’esito dei risultati. Ma anche in questo caso l’animale viene tutelato. Infatti c’è un comitato etico che è chiamato a esprimersi sui singoli casi in questione, e ha anche facoltà di fermare la pratica burocratica che precede l’esperimento. In più la legge impone che l’esperimento venga fatto una sola volta sullo stesso individuo.

Dunque anche questi casi sono organizzati attraverso dei protocolli che tutela noi rarissimi animali che non avranno l’anestesia. Nella maggior parte dei casi, per legge, prevedono l’anestesia. Per cui il dolore che viene tanto denunciato dagli animalisti, potrebbe essere un esagerazione, un’esasperazione dovuta a fattori emotivi e di disinformazione?

4.Conquiste scientifiche per la vita degli esseri umani

Premessa:

Questa lista (parziale) delle conquiste in campo scientifico ,ottenute grazie alla SA, la potrete trovare completa nel sito Fondazioneveronesi.it:

  • Scoperta della causa della tubercolosi (conigli, bovini, uccelli)
  • Vaccino contro il vaiolo (bovini)
  • Vaccini contro la febbre tifoide, colera e peste(topi e ratti)
  • Trapianto di cornea (coniglio)
  • Sviluppo dei moderni anestetici (ratti, conigli, cavie, gatti, cani, scimmie)
  • Vaccino antitetanico (cavalli e cavie)
  • Scoperta penicillina e streptomicina (topi)
  • Dialisi renale (cavie, conigli, cani e scimmie)
  • Trapianto di reni (cani)
  • Pacemaker cardiaco (cani)
  • Trapianto di cuore (cani)
  • Sistemi di supporto vitale per neonati prematuri (scimmie)
  • Vaccino anti-meningite (topi)
  • Vaccino contro il cancro della cervice (conigli e bovini)

 

Di fronte a così tanti risultati che hanno portato a salvare milioni di vite umane, su quali basi si sostiene che la sperimentazione animale è inutile?

5. Sacrificare umani è meglio che sacrificare animali

Premessa

Posto che alla parte teorica nel processo scientifico deve seguirne quella pratica.

E dato per certo il fatto che le provette non ci diranno mai se soffrono o se hanno problemi cardiaci o di respirazione. Per ottenere informazioni così complesse sono necessari modelli completi, (modelli animali o umani), integrando la sperimentazione in vitro o quella in silico.( simulazioni software). Integrazione di metodi che già è realtà praticata ogni giorno nella comunità scientifica internazionale.

Ma ammettendo che tale strada vada bloccata, quale alternativa proponete a quella della sperimentazione animale? Passare direttamente alla sperimentazione umana…? Al momento il passaggio intermedio (sperimentazione sugli animali) ha permesso di evitare la morte di infinite vite umane prestate alla sperimentazione.

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