L’insostenibile leggerezza dei Vegani: il caso di Andrew

L’insostenibile leggerezza dei Vegani: il caso di Andrew

È di pochi giorni fa la notizia del bimbo, Andrew, ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato sottoposto ad una ferrea dieta vegana dai propri genitori. Un caso sconvolgente che fa riflettere su quanto certi “integralismi” alimentari possano essere pericolosi per la salute, in particolare per quella dei più piccoli.

La dieta vegana è pericolosa?

Più volte nel nostro blog abbiamo parlato di dieta vegana, cercando il più possibile di intraprendere un dibattito critico svincolato dai classici pregiudizi che lo accompagnano. Oggi siamo consapevoli che un regime alimentare vegano, cioè privo di qualsiasi alimento di origine animale (inclusi uova, latte e formaggi) può determinare delle carenze (come quella di vitamina B12), ma che in generale  può essere definito come una scelta “parzialmente salutare”, in quanto preserva dal rischio di abuso di certi alimenti, carne in primis.

Il rischio vegano

Nutrirsi solo di alimenti vegetali è una scelta e come tale va fatta con consapevolezza. Il caso del piccolo Andrew è emblematico della totale mancanza di questa consapevolezza da parte dei genitori, che, durante il primo anno di vita, lo hanno alimentato solo con alimenti di origine vegetale, provocando un ritardo psicomotorio, sottopeso e in generale un quadro clinico molto compromesso.

Andrew, in poche parole rimarrà per sempre segnato dalla scelleratezza di un pregiudizio: quello che vuole la dieta vegana come il miglior stile alimentare in assoluto.

Ufficiale e non ufficiale

Il nocciolo della questione sta nel fatto che, in materia alimentare, tutte le persone si sentono un po’ esperte, presupponendo con leggerezza di sapere cosa sia meglio per se stessi e per gli altri, figli inclusi. In realtà l’alimentazione è uno dei più importanti gesti quotidiani utili ad edificare la nostra salute e proprio per questo non può essere fatto con superficialità.

Il caso di Andrew è tristemente emblematico di quanto spesso le persone siano “ostile all’ufficialità” di certe informazioni mediche, preferendo pratiche fai da te, filosofie e stili di vita seducenti, piuttosto che affrontare la concretezza (a volte indigesta) dei dati e degli studi che la scienza ci offre.

Andrew, prima ancora di essere vittima dei suoi stessi genitori, ha subìto l’impietosa conseguenza di un’irrinunciabile voglia di “miracoli” che da sempre accompagna le imposture contro cui la scienza si scaglia.

Pharmawizard da sempre rappresenta l’esatto opposto, ovvero il “coraggio” di fidarsi della competenza: dei medici, della scienza e delle istituzioni. Per questo vogliamo ribadire a tutti la nostra visione: qualsiasi scelta che riguardi la propria salute o quella dei nostri cari deve essere sempre fatta nella massima consapevolezza.

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2 Comments
  1. Anonimo
    luglio 11, 15:41 Reply
    A dire il vero il problema al cuore è stata la causa del ricovero non la dieta vegana in sé.
    • Pharmawizard
      luglio 11, 16:13
      Il bimbo è "anche" affetto da una cardiopatia grave, ma le condizioni in cui è stato ritrovato, in particolare il sottopeso, lasciano supporre che in questi mesi non sia stato adeguatamente nutrito. La segnalazione alle forze dell'odine - ed il ricovero coatto - è scattata proprio perché il suo quadro clinico generale risulatava fortemente compromesso ed i genitori rifiutavano cure ed accertamenti più approfonditi. Ad ogni modo sono in corso delle indagini per chiarire i fatti, ma bisogna stare molto attenti nell'affermare che la dieta vegana sia compatibile con l'alimentazione per la prima infanzia.

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