L’omeopatia non “cura” nulla

L’omeopatia non “cura” nulla

Due genitori, convinti sostenitori della medicina omeopatica, hanno perso il piccolo Francesco di soli 7 anni a causa di una semplice otite.

L’ultimo, tragico, caso di cronaca sta rimbalzando sulle maggiori testate giornalistiche: Francesco, 7 anni, è morto per le complicazioni di un’otite bilaterale curata non con gli antibiotici, ma con l’omeopatia. Ad oggi, i genitori ed il medico omeopata Massimiliano Mecozzi -che si è reso irreperibile anche alle forze dell’ordine- sono indagati con l’accusa di omicidio colposo.

Al di là delle polemiche, resta la tragedia.

Non staremo qui ad analizzare la vicenda di cronaca e a puntare il dito inquisitorio contro persone, fatti o omeopatia; cercheremo, invece, di capire assieme perché l’omeopatia non cura le patologie, o meglio perché la medicina omeopata – benché materia affascinante, come l’idea di potersi curare senza utilizzare farmaci – non può assolutamente soppiantare la medicina tradizionale.

La validità delle cure fornite dall’omeopatia non è mai stata dimostrata, anzi; l’Organizzazione mondiale della sanità e una ricerca sull’efficacia dell’omeopatia condotta nel 2015 dal National Health and Medical Research Council, il più importante istituto australiano di ricerca medica, hanno concluso che l’omeopatia non cura, non produce nessun beneficio se non l’effetto placebo.  Un po’ come dire: per vedere un asino che vola basta crederci. Ma, se credere nell’asino che vola influenza la nostra mente tanto da alleviare quel leggero mal di testa, che male c’è? Assolutamente nessuno. Il “male” è considerare l’omeopatia come l’unica, completa, medicina! Conosciamo noi stessi, il nostro corpo: se quel leggero mal di testa persiste chiediamo subito consiglio ad un medico tradizionale; come apriamo la nostra mente a medicine alternative, apriamola fino a vedere che la scienza è dalla nostra parte, per la nostra salute e per quella dei nostri cari. Additare la scienza e la medicina senza riconoscere i benefici che ha apportato alla qualità della vita dell’uomo negli ultimi secoli è come essere un cavallo con i paraocchi, trainato dal confusionario circo della mala informazione e dalla “moda medica” del momento.

L’omeopatia non cura, anche Boiron parla di sinergia

Persino Christian Boiron, “re dell’omeopatia”– direttore generale del Gruppo Boiron, leader mondiale dei farmaci omeopatici – in una intervista al Corriere della Sera afferma che i farmaci omeopatici vanno assunti in sinergia con i farmaci tradizionali:

“Esistono anzitutto le persone, che reagiscono tutte in modo diverso. È chiaro che per certe sintomatologie non gravi e frequenti preferisco raccomandare un farmaco omeopatico. Soprattutto con i bambini vedo che si tende a esagerare con gli antibiotici, anche quando non sarebbero necessari. Ma il punto è la sinergia […].

[…] ci sono dei casi in cui il paziente ha problemi di tolleranza rispetto a certe cure, come la radioterapia, e i farmaci omeopatici lo possono aiutare a sopportarle. Sempre più spesso i medici stanno scegliendo di integrare la terapia convenzionale con la terapia omeopatica. L’obiettivo è comune: far guarire il malato e alleviargli le sofferenze”.

In ogni caso Boiron, anche in questa sua cauta dichiarazione, espone una palese contraddizione: i “farmaci”- come li chiama lui – omeopatici  non curano nulla; ma allora perché vengono venduti e commercializzati come una cura. In fondo anche le vitamine possono lavorare in “sinergia” con i famaci, ma non sono né medicinali né rappresentano una cura e/o terapia vera e propria.

Da sempre Pharmawizard si schiera a favore della conoscenza medica, che sia la tradizionale o quella naturale, lì dove quest’ultima costituisca una valida alternativa alla medicina chimica tradizionale. Una strada non esclude l’altra, benchè differenti. E’ sempre altamente consigliabile informare il medico curante o, in caso di minori, la pediatra. Nessun medico può costringere un individuo ad optare per una scelta di cura piuttosto che per un’altra; ma conoscere tutte le opinioni può prevenire l’insorgere di complicazioni e, purtroppo, anche la morte.

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