Lotus Birth ®: cos’è e perché sceglierlo

Lotus Birth ®: cos’è e perché sceglierlo

Avete mai sentito parlare di Lotus Birth? Il termine, coniato nel 1979, prende il nome dall’ideatrice Clair Lotus Day e sta ad indicare la pratica del non recidere il cordone ombelicale dopo la nascita del bambino.

Nascita integrale

Il Lotus Birth -pratica nata negli Stati Uniti d’America e che si sta diffondendo oggi in tutto il mondo- consiste nell’aspettare, dopo la nascita del bambino, che la placenta si stacchi dall’utero materno (secondamento) senza aver prima reciso il cordone ombelicale. Il bambino quindi rimane collegato tramite il suo cordone alla placenta, organo che gli ha tenuto compagnia e lo ha nutrito per tutta la gestazione.

E una volta “nata” la placenta?

Avvenuta la nascita anche della placenta (terminato il secondamento), questa viene delicatamente lavata in acqua tiepida e asciugata, poi avvolta in panno assorbente, il quale deve essere cambiato ogni giorno, e posizionata in una bacinella, sotto sale.
Pochi giorni dopo la nascita (dai 2 ai 10, ma di media 3-4) il cordone, ormai secco, si separa in modo naturale dall’ombelico del bambino.
Il distacco avviene quando entrambi, bambino e placenta, hanno realmente concluso il loro rapporto e decidono sia giunto il momento della separazione.

Quali benefici porta la nascita Lotus?

Il contatto prolungato con la placenta permette al bambino di ricevere tutta la quantità del sangue placentare che è presente alla nascita (sangue del bambino che alla nascita rimane nella placenta e nel cordone, circa 160ml). Da questo derivano numerosi benefici: il passaggio di una maggior quantità di cellule staminali ematopoietiche, di vitamine, minerali e nutrienti; un maggior apporto di anticorpi materni; un miglioramento della funzionalità renale; una diminuzione dell’incidenza da stress respiratorio e di danni cerebrali, in quanto si acquisisce più tempo per stabilizzare il sistema respiratorio autonomo e gli altri organi; un avviamento all’allattamento migliore; una guarigione dell’ombelico più rapida.

Periodo di transizione

I giorni di attesa del distacco della placenta, vanno a promuovere un vero e proprio periodo di transizione: tempo importante, in cui il bambino può separarsi dolcemente e gradualmente dal corpo materno, che rallenta il processo del dopo nascita, favorendo nella nuova triade (mamma-bambino-papà)  il germogliare di intimità e integrazione. Si favorisce così il vero bonding, i cui benefici effetti accompagneranno la famiglia nel corso della vita.

Dove poterlo praticare

Ad oggi in Italia il Lotus Birth è più facilmente praticabile se si decide di partorire nell’intimità delle proprie mura domestiche con la propria Ostetrica. Tuttavia non è impossibile sceglierlo anche nelle strutture ospedaliere! Molte strutture oggi iniziano a concedere questa possibilità. La donna in ogni caso, qualora decidesse di volere una nascita Lotus, dovrebbe informare in tempo la direzione sanitaria della struttura da lei scelta, in modo da evitare spiacevoli problematiche e discussioni in prossimità del parto. In ogni caso, non si dovrebbero presentare queste difficoltà in quanto – citando l’Avv. R. Scudieri – “laddove non sussistano specifiche condizioni patologiche –di cui il medico dovrà dare corretta e compiuta informazione ai soggetti interessati – è da ritenere che non sussistano ostacoli legali alla pratica della cd nascita Lotus Birth in strutture ospedaliere.”

Bibliografia:

-“Lotus Birth: il parto integrale. Nati con…la placenta!” Shivan Rachana Ed. AMRITA
-“La nascita “Lotus” dal punto di vista del diritto” Avv. R. Scudieri D&D Il giornale delle Ostetriche Anno X- n°62
-D&D il giornale delle ostetriche ANNO IX n°36 “Il secondamento e il taglio del cordone”

 

Marta Vettori

Autore

Marta Vettori 21 posts

Mi sono laureata con Lode all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, svolgendo il tirocinio formativo presso l’ospedale “S. Giovanni Calibita, Fatebenefratelli Isola Tiberina. Subito dopo la laurea, ho iniziato a partecipare a corsi di aggiornamento specifici per la professione ostetrica che mi permettessero di ampliare le mie conoscenze, in modo da poter al meglio stare al fianco della donna in ogni fase della sua vita. Esercito la libera professione sul territorio di Roma, cosa che amo perché mi permette di esercitare le mie competenze in un modo più naturale, dando assistenza "su misura”. Essere ostetrica per me significa valorizzare la figura femminile in ogni sua piccola sfaccettatura, concedere spazio alla coppia, ascoltare il neonato e i suoi bisogni, sostenere, consigliare, stare accanto, lasciare che la natura faccia il suo corso, ascoltare e osservare con le mani dietro la schiena.

You might also like