Malattie esantematiche… scopriamo come combatterle!

Malattie esantematiche… scopriamo come combatterle!

Non risparmiano nessuno, grandi o piccini prima o poi toccano tutti! Ma se vogliamo essere pronti per quando questi “fastidiosi” disturbi busseranno alla nostra porta dobbiamo documentarci. Ma cosa sono le malattie esantematiche? E qual’è la cura più adatta per uscirne vincitori senza il minimo danno?

Soltanto a sentire il termine “esantematico” le mamme si incupiscono e mettono al riparo i propri bambini. Sono 8 ed i loro nomi non promettono nulla di buono:
Morbillo, Varicella, Orecchioni, Scarlattina, Pertosse, Sesta malattia, Rosolia, Malattia di bocca mani e piedi. Ma cerchiamo di saperne di più:

Morbillo:

E’ la malattia ad alto contagio per eccellenza, con ben due settimane di incubazione. Tra i sintomi troviamo febbre alta, raffreddore, tosse, perfino congiuntivite. Le prime macchioline rosse visibili compaiono sul viso e sotto i capelli, poi si espandono sul resto del corpo diventando più grandi, più rosse, più fastidiose! Il picco arriva tra il terzo e il quarto giorno dove l’insofferenza è al massimo, ma state tranquilli che da lì è tutta in discesa!
Purtroppo non esistono cure specifiche a riguardo, si può solo cercare di tenere sotto controllo la febbre con farmaci adatti (paracetamolo e ibuprofene). E per dare un po’ di sollievo il vecchio rimedio della nonna è sempre gradito, impacchi di acqua tiepida sulla fronte. La prevenzione è l’unico rimedio efficace. Il vaccino trivalente (Morbillo, Rosolia, Parotite) viene somministrato dopo i 12 mesi di vita del bambino con un richiamo tra i 5-6 anni.

Varicella:

Nella maggioranza colpisce bambini fra i 5 e i 10 anni. Anch’essa è molto contagiosa ed appartiene alla famiglia degli Herpes virus. Ha un incubazione di massimo tre settimane e il primo sintomo noto è un rush e lieve febbre. Per circa quattro settimane avremo piccole papule rosa su tutto il corpo, che evolveranno in vescicole, pustole ed infine in croste, destinate a cadere.
La varicella genericamente è una malattia “benigna” che guarisce nell’arco di 10 giorni, nelle persone immunodepresse però, viene ritenuta grave poiché il rischio di superinfezioni batteriche è più alto.
La cura più adatta è l’antistaminico e il farmaco antivirale contenente aciclovir può essere prescritto se c’è rischio di complicanze. Talco dove c’è prurito e da evitare assolutamente le aspirine, per scongiurare il rischio della sindrome di Reye.
Esiste un vaccino per questa malattia, una sola dose se viene fatto tra i 12 mesi e i 12 anni, altrimenti due dosi. Questo vaccino però è controindicato per gli individui immunodepressi.

Parotite (Orecchioni):

Febbre alta, mal di testa, nausea, sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano questa malattia. Le ghiandole parotidee si gonfiano per i primi tre giorni e rendono doloroso se non impossibile mangiare, bere, parlare… un vero e proprio inferno! Come se non fosse abbastanza, questa malattia, negli adolescenti e negli adulti maschi può anche comportare lo sviluppo di orchite, infiammazione ai testicoli. Il periodo di incubazione varia fra le due e le quattro settimane.
Anche qui si consiglia di  utilizzare il paracetamolo ( Tachipirina, Efferalgan,…) o l’ibuprofene ( Nurofen, Antalfebal,…) per la febbre e sono sconsigliate le aspirine. Poiché la causa è un virus, non può essere trattata con antibiotici. Colpisce maggiormente i bambini tra i 5 e i 14 anni di età.

Scarlattina:

E’ l’unica malattia provocata da batteri (streptococchi), quindi curabile con antibiotici. E’ più comune nei bambini da 5 a 15 anni di età, ma potrebbe colpire anche gli adulti. La malattia di solito inizia con febbre e mal di gola, nei bambini anche brividi, vomito e dolori addominali. La lingua diventa biancastra e gonfia. Alla scarlattina sono legate eruzioni cutanee scarlatte su tutto il corpo. Generalmente l’eruzione sfuma in circa 7 giorni. Ha un periodo di incubazione che varia tra 1 e 5 giorni. La cura prescritta solitamente dal medico in caso di Scarlattina è l’antibiotico. Se contratta in gravidanza può portare ad un parto pretermineNon esiste, purtroppo, un vaccino.

Pertosse:

E’ caratterizzata da una tosse violenta che finisce col tipico urlo inspiratorio. I sintomi comprendono naso che cola, febbre lieve, starnuti, tosse. La tosse dopo la prima settimana diventa convulsiva e molto pericolosa. Il vaccino antipertossico è il metodo di prevenzione ad hoc (Vaccino esavalente). L’incubazione può durare da 1 a 3 settimane. Gli antibiotici sono la cura più adatta per combattere questa malattia.

Sesta malattia:

Colpisce i bambini più piccoli, fra i 6 mesi e 2 anni e raramente gli adulti. Il sintomo principale è la febbre alta, che può durare fino ad una settimana, seguita da eruzioni cutanee. E’ particolarmente contagiosa ma ad oggi non esiste un metodo di prevenzione. Oltre agli impacchi di acqua tiepida  è consigliato il paracetamolo.  No agli antibiotici e all’aspirina. E’ fondamentale incoraggiare il bambino a bere molta acqua durante tutto il periodo della malattia (ad esempio utilizzare disciogliere in acqua soluzioni di elettroliti  per bambini come Dicodral, Idravita,..).

Rosolia:

E’ un infezione che colpisce pelle e linfonodi. E’ ritenuta una malattia pericolosa per le donne in gravidanza mentre nei bambini si presenta in forma lieve. Il vaccino contro la rosolia è sempre un’ottima prevenzione. Tra i vari sintomi troviamo febbre, raffreddore, mal di testa, perdita dell’appetito e linfonodi gonfi, rush. Quest’ultimo dura circa 3 giorni. Il periodo di incubazione varia tra le 2 e le 3 settimane. Non può essere curata con antibiotici poiché non si tratta di un infezione virale, ma  come sempre il paracetamolo e l’ibuprofene possono essere buoni alleati.

Malattia di bocca, mani e piedi:

Questa malattia si concentra nelle mani, nel cavo orale e nei piedi, da cui prende il nome. Come per la varicella, ha un decorso benigno. Ha massimo una settimana di incubazione. I più colpiti sono i bambini fino a 10 anni. Febbre, dolori addominali, scarso appetito fra i sintomi più comuni. L’infezione esordisce sulla lingua per poi passare su mani e piedi in maniera più grave. Può provocare ulcerazioni alle mucose. Generalmente non provoca prurito (Per fortuna!). Non esiste cura specifica, ma si può ricorrere al paracetamolo per la febbre ed eventualmente a dei rimedi locali per attenuare il dolore in bocca. Si raccomanda la prevenzione per le donne in gravidanza, nelle quali i sintomi potrebbero presentarsi in maniera accentuata.

Il vaccino è un’ottima prevenzione contro queste fastidiose malattie.
E ricordiamoci sempre che… “PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE”!

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