Il Parto e il Canto: i segreti della voce materna

Il Parto e il Canto: i segreti della voce materna

Da sempre, le donne di ogni epoca e di ogni cultura hanno utilizzato (e continuano tutt’ora) la voce durante il travaglio ed il parto

Ognuna a suo modo e rispettando la propria personalità: c’è chi urla con tutte le sue forze, chi piange, chi sussurra, chi ride, chi preferisce parlare, chi mugugna e chi canta… Ognuna ha il suo personalissimo “marchio” che diventa il punto di forza del travaglio e del parto.

Lo strumento della Voce

La voce è un ottimo strumento, perché permette innanzitutto di sfogare le ansie e le tensioni accumulate in una fase così delicata ma soprattutto perché aiuta la donna ad entrare in contatto con se stessa e con il bambino. La voce poi è il nostro distintivo e ciò che il bebè impara a conoscere già nel grembo materno.

Per questo motivo, uno dei tanti modi per affrontare il travaglio o semplicemente per prepararsi ad esso, è quello di cantare. Strano? Eppure il canto rappresenta uno dei migliori strumenti per utilizzare la voce ed è normalmente applicato –come routine- nei travagli di donne africane o asiatiche. Attraverso il canto, il corpo libera le endorfine (gli ormoni “buoni” che ci aiutano a controllare il dolore) stimolando l’effetto antalgico; la respirazione prende un ritmo migliore e si ottiene un maggior effetto rilassante. La voce inoltre aiuta la donna a mantenersi concentrata su se stessa e sul lavoro che il bambino sta facendo anzi, il canto aiuta soprattutto il feto ad incanalarsi nella giusta direzione perché stimolato dalle vibrazioni e dall’energia materna. Non è un caso poi, che dopo la nascita i bambini riconoscano i suoni evocati dalla mamma durante la vita intrauterina!

I benefici del Canto

I benefici del canto si potenziano se il percorso inizia già in gravidanza: spesso durante gli incontri di preparazione al parto, l’ostetrica aiuta la donna ad utilizzare la propria voce suggerendo dei vocalizzi e dei movimenti correlati. Esistono delle tecniche specifiche che si fondono con il ritmo respiratorio, un ambiente intimo e tranquillo e il rilassamento di mamma e bambino.

L’importante è cantare

Ovviamente non importa il genere di musica che si ascolta e si canta, non ci sono distinzioni ne restrizioni; la musica rilassante sarebbe l’ideale ma del resto, chi decide cosa è rilassante e cosa non lo è? Quindi via libera a qualsiasi genere musicale –dalla ninna nanna ascoltata da bambine che evoca dolci ricordi alla canzone del nostro cantante preferito, passando per la musica rap! Nessuna regola nel canto, come nessuna regola deve esserci in travaglio… La donna e il bambino sono sempre i protagonisti!

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Autore

Francesca Moroni 11 posts

È una giovane ostetrica completamente innamorata del proprio lavoro. Durante gli studi di medicina ha scoperto la sua passione per l’ostetricia e così si è laureata con Lode presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Oggi collabora con l’ospedale di Palestrina (RM), assistendo le donne a mettere al mondo una nuova vita, supportandole durante la gravidanza e nell’emozionante fase dell’allattamento.

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