Pertosse nei bambini: il virus ritorna in forma resistente ai farmaci

Pertosse nei bambini: il virus ritorna in forma resistente ai farmaci

Riesplode la pertosse nei bambini, ma in una forma nuova e più resistente all’attuale vaccino. L’allarme è stato lanciato dal centro di Ricerca sulle Immunizzazioni di Sydney: la proporzione di batteri che non producono più pertactina, la proteina aggredita dall’antidoto, è balzata dal 5% nel 2008 al 78% nel 2012.

La mutazione del batterio

Il batterio che causa la letale pertosse ha conseguito una mutazione per evadere più facilmente il vaccino finora utilizzato, mettendo potenzialmente a rischio centinaia di migliaia di bambini. Come è noto, la pertosse è una malattia respiratoria di origine batterica e che può colpire ogni persona, a prescindere dall’età. La pertosse nei bambini, però, è più frequente.

Secondo Alberto Villani, direttore di Pediatria generale all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, è fondamentale vaccinare i bambini e afferma: «La vaccinazione anti-pertosse è inclusa nella vaccinazione esavalente da somministrare ai bambini più piccoli a partire dai 3 mesi. Ma richiami della vaccinazione – precisa – dovrebbero essere fatti anche a 6 e 12-14 anni». Spesso però, sottolinea Villani, «i richiami non vengono effettuati e dal momento che la vaccinazione ha una efficacia di 5-7 anni, ciò spiega il ripresentarsi di tale patologia».

Un vera è propria epidemia

Una convinzione spiccatamente occidentale ci ha indotto a pensare che la pertosse rientrasse ormai in una serie di malattie obsolete e debellate, ma non è così.

Gli esperti parlano di vera e propria epidemia, e solo in Italia negli ultimi anni i casi si sono in drammatica crescita. E di “ritorno” sono anche malattie come morbillo e varicella. Villani ha anche dichiarato: «Considerare queste malattie sottogamba è un grave errore». Mentre, il Centro per la Ricerca sulle Immunizzazioni di Sydney, il cui studio ha portato alla luce che quasi l’80% dei casi di pertosse analizzati era causato da batteri mutati che non producono più pertactina (una delle tre proteine aggredite dal vaccino), avverte: «È un chiaro segnale d’allarme per l’efficacia del vaccino».

Il vaccino

Il vaccino è effettivamente meno efficace?  Il fortissimo aumento di batteri mutati, osservato anche negli Usa e in Francia è «inaspettato», secondo McIntire, responsabile dello studio di Sidney. «Il fatto che si sia prodotto indipendentemente in diversi paesi suggerisce che sia una sua risposta al vaccino. Può anche significare che questi ceppi liberi da pertactina abbiano guadagnato un vantaggio selettivo sugli altri batteri, rendendo più difficile per l’organismo individuarli e distruggerli».

Saranno dunque necessarie ulteriori ricerche per determinare se il batterio senza pertactina sia più debole o più virulento. Ma intanto, per evitare l’insorgere di pertosse nei bambini, è meglio vaccinarli.

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