Prenderesti un farmaco quando non stai male?  Ecco il doping

Prenderesti un farmaco quando non stai male? Ecco il doping

Il problema del doping  non è un problema dell’etica sportiva, ma è prima di tutto una questione di salute e di uso scorretto di farmaci senza alcuno scopo terapeutico.

In realtà, le sostanze cosiddette dopanti sono molto più comuni di quello che sembrano, e vengono segnalate sulle confezioni dei farmaci da un apposito pittogramma rosso. Ma per quale motivo alcuni farmaci sono proibiti nella pratica sportiva? Quali categorie di farmaci sono considerate dopanti?

Da fenomeno sociale a problema di salute pubblica

Il fenomeno del doping è definito ‘di dimensioni preoccupanti‘ dal Ministero della Salute, a causa della sua costante espansione nel corso degli ultimi anni, sopratutto in ambito dilettantistico, dove i controlli sono scarsi e dove molti giovani, attratti dalla ricerca di una forma fisica perfetta e prestazioni aumentate. Sono dunque tanti gli atleti che fanno uso di sostanze proibite invece di fare affidamento su allenamenti costanti e personalizzati e su diete equilibrate.

Farmaco “buono” o dopante?

Una regola che vale per tutti i farmaci, in generale, è che essi vadano assunti solo al verificarsi di condizioni patologiche. Per la legge italiana, infatti, l’assunzione di un farmaco ‘diventa’ dopante  quando il suo utilizzo “non è giustificata da una condizione patologicache richieda di aumentare le capacità fisiche e psichiche. Ciò significa che chi assume una sostanza del genere va incontro a notevoli rischi per la salute, sia perché il suo organismo non ne ha bisogno, sia perché rischia di subire tutti gli effetti collaterali che il farmaco porta con sé.

Tantissimi dei farmaci che costituiscono doping per gli sportivi, in realtà, vengono assunti quasi quotidianamente da milioni di pazienti: è il caso dei diuretici e corticosteroidi presenti nella terapia di numerosissime e comuni patologie. In genere si tratta di farmaci ricercati dagli “sportivi” per ridurre la percezione della fatica, migliorare la prontezza dei riflessi, accrescere la forza e/o la resistenza muscolare, controllare la frequenza cardiaca e/o respiratoria, ridurre il peso corporeo, attenuare l’ansia o mascherare la presenza nelle urine delle sostanze vietate. Vengono considerate pratiche dopanti anche la trasfusione del sangue (emotrasfusione) e la somministrazione di globuli rossi o di prodotti derivati dal sangue.

Le sostanze “proibite”

Vediamo quali sono le categorie di farmaci proibiti nella pratica sportiva, quali sono i benefici che gli atleti ne vogliono ottenere e quali, invece i rischi per la salute:

       Steroidi anabolizzanti

Azione: Costituiscono la famiglia degli ormoni sessuali maschili, il cui capostipite è il testosterone. Hanno azione di sviluppo della massa muscolare e riduzione delle masse adipose.

Rischi: rottura dei tendini per indebolimento del connettivo, formazione di trombi, con seri rischi di infarto e complicazioni cardiovascolari.

       Ormoni della crescita e sostanze correlate

Azione: L’azione anabolizzante è simile a quella degli steroidi (aumento della massa corporea); aumentano i processi di utilizzo dei lipidi  come fonti di energia.

Rischi: Simili a quelli degli steroidi, con in aggiunta di rischi, spesso sconosciuti, connessi alla produzione biotecnologica di alcune di queste sostanze (peptidi ricombinanti).

       Beta-2 agonisti

Azione: utilizzati sia per aumentare la massa muscolare e la forza fisica che come stimolanti.

Rischi: ancora una volta, gravi rischi a livello cardiaco (aritmie)

       Diuretici

Azione: utilizzati per ridurre il peso corporeo e favorire la “brillantezza” dei muscoli negli atleti di body-building. Inoltre, spesso sono usati da “mascheranti” per i controlli antidoping, dal momento che possono “diluire” la presenza di sostanze proibite nelle urine.

Rischi: disidratazione, aritmie cardiache.

       Stimolanti (amfetamine, cocaina, etc…)

Azione: provocano una falsa sensazione di forza e sicurezza che non consente di percepire la fatica nel modo giusto.

Rischi: aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della temperatura corporea, angina pectoris, infarto, insonnia, allucinazioni, emorragia cerebrale, disturbi psicologici.

       Cannabis e derivati (hashish, marjuana)

Azione: Il principio attivo è rappresentato dal tetraidrocannabinolo la cui azione prevalente è antidepressiva; distorce la percezione e non consente la corretta valutazione dei rischi.

Rischi: aritmie cardiache e rischi legati alla perdita della percezione del rischio e della fatica.

       Corticosteroidi

Azione: potente effetto antinfiammatorio che riduce il dolore; riducono la fatica.

Rischi: diminuizione dell’elasticità di tendini e muscoli, diabete mellito, ulcere gastriche, effetti ormoniali, ritenzione idrica.

       Narcotici

Azione: assenza di dolore

Rischi: assuefazione e dipendenza, depressione respiratoria.

Lo sportivo sano, che assume queste sostanze solo al fine di migliorare il suo rendimento atletico,  vìola il codice morale sportivo ma soprattutto la morale medica, perché mette a repentaglio la sua salute in maniera grave e, talvolta, irreparabile.

La raccomandazione generale di consultare sempre il medico prima di assumere qualsiasi farmaco è quindi ancor più valida per gli sportivi, professionisti e non.

Non rovinatevi la salute (e la vita!) per raggiungere traguardi che solo il corretto allenamento e la corretta alimentazione possono garantirvi!

 

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