Farmaci sempre più cari?

Farmaci sempre più cari?

Il prezzo dei farmaci è sempre stato uno dei punti focali su cui si concentra l’attenzione dell’opinione pubblica.

Nei mesi passati abbiamo assistito ad alcune vicende, legate al mondo del farmaco, a di poco sconcertanti, come il caso di Martin Shkreli, il giovane imprenditore – poi arrestato per frode – che acquistò i diritti brevettuali del Daraprim – farmaco salvavita utilizzato per la cura di malattie letali come la AIDS, toxoplasmosi e malaria – aumentandone il prezzo del 500% dall’oggi al domani. 

Oppure il caso italiano del Sofosbuvir, il farmaco innovativo per la cura definitiva dell’epatite C il cui costo elevato – circa 45.000 euro a ciclo – ha obbligato lo Stato e l’AIFA ad elaborare un piano per passare il farmaco solo ai soggetti ritenuti in imminente pericolo di vita.

I farmaci innovativi

La vera sfida che oggi nel nostro Paese, ma più in generale nell’Unione Europea, dovrà affrontare sarà proprio quella di garantire l’accesso ai farmaci. In particolare i temi più scottanti riguardano cure e molecole che, come nel caso del Sofosburin, saranno sempre più innovativi e pertanto più costosi.

Negoziazione del prezzo

Per fronteggiare le possibili emergenze le diverse agenzie del farmaco nazionali stanno mettendo a punto strategie più elaborate per contendere la spesa e garantire il più ampio accesso possibile alle cure.

Queste azioni si riconducono in generale a 2 strade:

1. Rivedere i meccanismi di negoziazione del costo dei farmaci – praticata da AIFA e dalle altre agenzie nazionali – per rendere possibile una valutazione più accurata specialmente nel caso di farmaci innovativi.

2. Istituire in ambito europeo una sorta di “paniere” sovranazionale dei prezzi dei farmaci in modo da avere una misura migliore per il confronto e la valutazione del costo di acquisto da parte dello Stato.

Questa seconda strada, tuttavia, potrebbe essere penalizzate per alcuni paesi. La creazione di un paniere non tiene conto delle differenze economiche dei vari Paesi. Inoltre, la valutazione del costo di un farmaco in un determinato Paese viene fatta anche in base al numero di potenziali soggetti che ne usufruiranno; nei paesi più popolosi (l’Italia è il paese più popoloso d’Europa dopo Francia e Germania) oggi la negoziazione è in grado di portare il prezzo di un farmaco a livelli inferiori rispetto a Paesi meno popolosi.

La vera Sfida Sociale per l’Europa e per l’Italia

Il prezzo futuro dei farmaci è una questione complessa: i farmaci evolvono e diventano sempre più innovativi, più efficaci e dunque più costosi; al contempo la popolazione europea invecchia sempre di più e l’incidenza di malattie legate all’età e al “benessere” (un vero controsenso) cresce in maniera direttamente proporzionale a questo andamento demografico.

Escludere persone dall’accesso a certe cure rappresenterebbe un passo indietro moralmente insostenibile per l’Europa

La revisione dei criteri di negoziazione non deve allontanare il focus sulla vera sfida sociale che l’Europa ha dinanzi sé nel suo prossimo futuro: far sì che le persone si ammalino di meno e non acquistare medicinali a buon prezzo.

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