Proprietà del caffè, benefici e controindicazioni

Proprietà del caffè, benefici e controindicazioni

Conosciamo le proprietà del caffè? Sappiamo se berlo ci fa bene o male? Oggi parliamo dei benefici e delle controindicazioni di una tra le bevande più amate.

Caffeina, cos’è e dove si trova?

La caffeina è una sostanza psicoattiva, alcaloide naturale contenuto nelle piante di caffè. Ma il caffè non è solo caffeina: contiene tante sostanze  che svolgono un’azione positiva sul nostro organismo. Ad esempio è ricco di potassio, ottimo regolatore della pressione sanguigna, alcuni precursori di vitamine, diterpeni che proteggono il fegato  e molti antiossidanti (soprattutto acidi clorogenici). Tuttavia, assunto in grandi quantità e in particolari situazioni, il caffè può non essere così benefico.

La caffeina è una sostanza che in passato è stata accusata di provocare non pochi mali, ma in realtà non è altro che un debole psicostimolante. Aumenta la concentrazione e rende più vigili (perciò eccellente da assumere quando ci si mette alla guida), riduce il senso di stanchezza e quindi aiuta in effetti a migliorare le nostre prestazioni lavorative. In dosi moderate – quindi non oltre i 400 mg –  può rivelarsi utile per lo sport (importante dire che nello sport a livello agonistico, la dose “tollerata” arriva alla soglia di 0.012 di concentrazione nelle urine, dosi superiori vengono considerate doping. Il che significa che basta fare lo sforzo di non assumere più di 6-8 tazzine di espresso del bar – 80 mg ciascuna – nelle 3 ore che precedono una gara).

Caffeina: effetti benefici

Insomma, il caffè è utile per molte cose. Vediamo quali.

Per il sistema nervoso

Le proprietà del caffè stimolano la concentrazione e  perciò favoriscono anche la memoria. Certo però, la caffeina può causare insonnia se bevuto di sera, meglio perciò consumare un decaffeinato o bere l’ultima tazzina nel pomeriggio.

Per lo stomaco

Aiuta la digestione, inducendo una maggior produzione di bile e saliva, oltre alla secrezione di acidi nello stomaco. Ma attenzione, chi soffre di ulcera, reflusso o altri disturbi gastrici non dovrebbe superare le due tazzine al giorno.

Per i reni

La caffeina può rallentare la progressione dell’insufficienza renale (ma il suo abuso oltre le 3-4 tazzine può avere un’azione irritante a livello renale). Inoltre la caffeina riduce la ritenzione idrica e aumenta la diuresi, riducendo il riassorbimento del sodio.

Inoltre, agendo sul metabolismo basale, la caffeina è in grado di aiutare nel dimagrimento. Questo sempre e solo se la si associa a una dieta adeguata. Aiuta anche nello smaltimento di accumuli di cellulite.

Per il fegato

Pare che le proprietà del caffè siano in grado di proteggere il tessuto epatico.

Per la testa

Grazie al suo effetto vasocostrittore, la caffeina è utile a lenire il mal di testa di origine muscolo-tensiva.

Per il cuore

Ricco com’è di polifenoli e altri composti eterociclici, il caffè è una delle maggiori  fonti di antiossidanti, che riducono i rischio di malattie cardiovasclari e infiammatorie. Ma occhio anche in questo caso, perché a dosi eccessive la caffeina può peggiorare le alterazioni del ritmo cardiaco.

Per l’umore

Ebbene sì! Il caffè rende più felici! È stato dimostrato da uno studio del National Institute of Health, che ha provato come, in coloro che bevono 4 o più tazze di caffé, c’è il 10% di probabilità in meno di sentirsi depressi rispetto a coloro che non hanno mai bevuto un caffé. Per questo la bevanda, in virtù dei suoi antiossidanti, viene considerata un ottimo rimedio contro la depressione.

Caffeina: controidicazioni

Le dosi quotidiane di caffeina (assunta sia sotto forma di caffè o di tè) accettabili, variano da soggetto a soggetto. Alcuni subiscono maggiormente gli effetti della caffeina sul sistema nervoso, facendo fatica a prender sonno o a rilassarsi. Alcune categorie in particolare dovrebbero farne un uso assai moderato; come ad esempio chi soffre di pressione alta o di patologie cardiache come aritmie e fibrillazione atriale. Moderazione anche per le donne in gravidanza e allattamento, dato che la caffeina riesce ad arrivare direttamente al feto e nel latte materno. Un altro discorso è da farsi per chi soffre di reflusso gastro-esofageo, ulcera peptica o duodenale, gastrite (specie se in fase acute): il consiglio, in questi casi, è proprio di evitarlo perché il caffè stimola grandemente la produzione di succhi gastrici. Inoltre, la caffeina inibisce l’assimilazione del calcio, del ferro e della vitamina B12, per questo motivo ne andrebbe limitata l’assunzione in caso di carenze di questi minerali (ad esempio se si soffre di osteoporosi o di anemia). Infine, tutti coloro che assumono medicinali o integratori contenenti efedrina, dovrebbero astenersi dal caffè. Opportono è, sempre e comunque, consultare il proprio medico.

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