Antibiotico: come, quando e perché

Antibiotico: come, quando e perché

Gli antibatterici, comunemente chiamati antibiotici, sono delle sostanze (naturali o sintetiche) il cui compito è combattere le infezioni batteriche che possono colpire qualunque parte del nostro organismo. Gli antibiotici sono in grado di rallentare, arrestare la crescita, o eliminare i batteri.

Nello specifico si tratta, per la maggior parte, di sostanze naturali prodotte da microrganismi (soprattutto funghi) per uccidere altri microrganismi. Tali sostanze naturali vengono però modificate chimicamente in laboratorio.

Gli antibiotici agiscono contro i batteri essenzialmente in due modi: distruggendo l’involucro cellulare del batterio, quindi uccidendolo, oppure bloccandone la crescita, per lasciare poi al sistema immunitario il compito di eliminarli definitivamente.

Gli antibiotici sono fondamentalmente di due tipi:

  • quelli ad ampio spettro, che agiscono su molte specie di batteri, quindi su molte infezioni;
  • quelli a spettro limitato, con azione più selettiva, mirata ad alcune infezioni in particolare.

Resistenza agli antibiotici

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, è l’autore di una ricerca apparsa su Panorama a marzo 2014 piuttosto allarmante.  Nella ricerca si legge: “I batteri stanno sviluppando resistenze sempre maggiori.  I ricercatori stanno analizzando i meccanismi con i quali i batteri mutano, diventando sempre più aggressivi. Ora uno studio inglese, finanziato dal Wellcome Trust e condotto dall’Università londinese Birkbeck in collaborazione con l’University College London (UCL), ha mostrato per la prima volta il processo di secrezione batterica di tipo IV, ovvero quello che permette ai batteri di passarsi tutte le informazioni genetiche relative alla loro sopravvivenza. Un procedimento che fa sì che si sviluppi proprio la resistenza ai farmaci ospedalieri”.

Proprio per questo in questi giorni l’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco – ha rilanciato la sua iniziativa di sensibilizzazione “Senza regole gli antibiotici non funzionano”, in cui attraverso un video istituzionali, si spiega l’importanza della corretta assunzione di farmaci.

Antibiotico: quando inizia la sua storia

A partire dalla scoperta della penicillina nel 1928, i farmaci antibiotici sono stati decisivi per limitare la mortalità per malattie infettive. L’introduzione degli antibiotici in medicina è avvenuta intorno al 1950, rappresentando una rivoluzione. Tutt’oggi il corretto utilizzo di questi farmaci salva moltissime vite umane e garantisce il successo di diverse operazioni chirurgiche. Purtroppo però, secondo una stima del 2002, ogni anno nel mondo, si consumano tra le 100000 e le 200000 tonnellate di antibiotici, per uso umano e non. Questo abuso ha reso alcuni batteri più resistenti.

Che cosa è la resistenza di un batterio?

Il batterio si dice resistente (agli antibiotici) quando riesce a moltiplicarsi anche durante la terapia farmacologica. In pratica, quando l’antibiotico non riesce più a combatterlo.

Come tutte le funzioni di una cellula, la capacità di difendersi da un antibiotico è determinata dal materiale genetico presente nella cellula stessa. Queste informazioni vengono trasmesse da un batterio all’altro quando questi si riproduce e, considerando che i batteri si duplicano molto velocemente, si potrebbero ottenere da un solo batterio milioni di altri batteri che non sono sensibili all’antibiotico!

La cosa che rende meravigliosi e terribili i batteri è che sono anche in grado di  scambiarsi parte del materiale genetico tra loro. Ad esempio, un batterio diventato resistente a un antibiotico può passare questa caratteristica ad altri batteri donandogli un frammento di DNA, che porta l’informazione per difendersi da quel farmaco.

Antibiotico: perché va usato e con attenzione

La cosa più importante da sapere è che gli antibiotici si assumono contro i batteri e non per combattere i virus, contro i quali sono assolutamente inefficaci. Perciò aiutano la guarigione da infezioni batteriche come la tonsillite, la polmonite e la meningite. E allora l’influenza e  il raffreddore? No! Influenza e raffreddore sono causati da virus: in questi casi, oltre che inefficace, la somministrazione di antibiotici può rivelarsi addirittura dannosa. 

Chiedere al medico prima di assumere l’antibiotico

Per capire se il nostro malessere è di origine virale o batterica, basterà rivolgersi al medico, il quale probabilmente riterrà opportuno prescriverci degli esami appositi e, in caso di infezione batterica, a indicarci il dosaggio giornaliero (ad esempio quante compresse assumere entro le 24 ore) e i tempi di assunzione (gli intervalli tra un’assunzione e l’altra).

Attenzione! Per il successo della terapia è assolutamente necessario seguire le prescrizioni mediche: sospendere la terapia in maniera arbitraria, perché si pensa si esser guariti, è una decisione del tutto errata e pericolosa. Gli eventuali batteri ancora presenti nel nostro corpo potrebbero giovare della sospensione del farmaco e diventare così più resistenti.

Inoltre, la confezione non va conservata per usi futuri. Il dosaggio di farmaco rimasto potrebbe non bastare e, soprattutto, ogni caso di malattia è diverso, perciò il consulto col medico rimane obbligatorio per non peggiorare il proprio stato.

Effetti collaterali

L’antibiotico non fa solo bene: uccide i batteri patogeni (quelli dell’infezione), ma anche quelli “buoni” della flora batterica. La flora batterica intestinale può subire un cambiamento a seguito di una terapia antibiotica, provocandoci diarrea. Ecco perché è, ancora una volta, bene chiedere soluzioni al medico e assumere fermenti lattici!

Per sensibilizzare i cittadini all’uso corretto degli antibiotici, l’Unione Europea ha istituito una giornata dedicata: Il giorno della consapevolezza antibiotica.

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