Da vegetariano a vegano: ecco perchè

Da vegetariano a vegano: ecco perchè

A seguire un’intervista fatta a chi, dopo aver scelto di abbracciare il vegetarianismo, ha deciso di compiere un ulteriore passo avanti verso una dieta vegana. Al momento dell’intervista è sulla soglia di questo cambiamento e si appresta a proseguire.

Trattandosi di un tema estremamente attuale e degno di nota, questa intervista è stata pubblicata in concomitanza di un’altra, in cui una serie di domande è stata posta ad un un ragazzo che, dopo aver abbracciato a sua volta al vegetarianismo, ha deciso di tornare ad una dieta onnivora. Potete leggerla cliccando qui o alla fine dell’articolo.

Passiamo ora alla parte saliente e indaghiamo sulla scelta di passare da vegetariano a vegano, che inizino le domande!

Pharmawizard: Cosa ti ha spinto al passaggio da una dieta onnivora ad una vegetariana, in primo luogo?

“La scelta di non mangiare più carne, pesce e tutti i loro derivati (strutto delle piadine, gelificanti alimentari…) è la naturale conseguenza delle domande che, prima o poi, capita a tutti di farsi:

È giusto uccidere e/o sfruttare gli animali? Perché l’intera Terra, presente e futura, deve pagare per le mie scelte? La dieta non dovrebbe essere alla base della mia salute fisica?

Gli animali non hanno fatto nulla di male per meritare la prigionia degli allevamenti intensivi e men che mai di essere uccisi: come si può togliere la vita per poi mangiarsela? Inoltre, la quantità di terre coltivate necessarie per foraggiare gli animali da macello è immensa, per non parlare dell’acqua necessaria: per avere un chilo di manzo sono necessari oltre 15.000 litri di acqua, mentre per la soia ne bastano poco più di 2.000, sempre di proteine si tratta.

Sul piano della salute poi, non credo si possano ignorare piombocadmiomercurioantibioticiormonigrassi, tutti contenuti nella carne e nel pesce a causa dell’inquinamento e della mancanza di scrupoli dell’industria alimentare. Come se non bastasse, la digestione troppo lunga delle proteine animali nell’intestino ha serie conseguenze per il nostro corpo”.

Pharmawizard: E la molla che ha portato a questo ulteriore passaggio?

“Come già detto, le condizioni di vita degli animali negli allevamenti e l’impatto ambientale (e.g. CO2) non possono essere ignorati. Nonostante ciò, chi vive in provincia o in campagna può realisticamente pensare di poter mangiare l’uovo di una gallina senza sfruttarla. Chi vive in città è invece escluso da ogni alternativa: le galline non possono di certo vivere in un appartamento e le uova del supermercato abbiamo già detto da dove vengono”.

Pharmawizard: Pensi che ti mancherà qualche alimento che non fa parte della dieta vegana?

“Non credo, anche se bisogna essere in grado di sostenere le proprie scelte e vivere un cambiamento che potrebbe non essere facile per tutti. Trovo però incomprensibile mangiare i tanti “simil-carnea base di soia che si trovano nei supermercati: è possibile che l’assassinio evitato non basti ad appagarci? È così forte la necessità di mangiare carne? Questa mania di infilare carne in ogni piatto, figlia del boom economico degli anni ’60, non riesce proprio ad esaurirsi. Prima di allora il consumo di carne era ridottissimo se non nullo (certo, molti dei motivi erano diversi)”.

Pharmawizard: Hai pensato alle possibili ripercussioni sulla tua salute?

“Si, ma credo che le ripercussioni possano essere solo positive: meno antibiotici  assunti indirettamente attraverso la carne (vengono usati sugli animali per mantenerli in vita fino al raggiungimento del peso necessario alla macellazione) e meno sostanze tossiche. L’assunzione continua e incessante di questi antibiotici, inoltre, rende inutili i farmaci attuali: nel corso dei decenni, le case farmaceutiche hanno dovuto aumentare le dosi dei principi attivi per renderli ancora efficaci. Meglio non pensare poi a tutte le donne che hanno mangiato tonno durante la gravidanza, già sconsigliato negli anni ’80 per le quantità di mercurio presenti, figuriamoci oggi”.

Pharmawizard: Cosa vorresti dire a coloro che vogliono intraprendere il tuo stesso percorso?

“Voglio dir loro che devono essere convinti e in caso di rimpianti è meglio riflettere e convincersi più fermamente che si sta facendo la cosa giusta: non è una gara, ma una scelta.

Inoltre consiglio di prepararsi bene al cambiamento, in questo caso è fondamentale imparare a cucinare. La tradizione mediterranea, fondata su ricette molto povere basate principalmente su cerealiverdura e legumi, è un ottimo punto di partenza: l’abolizione della carne apre un mondo di nuovi sapori da scoprire felicemente.

Ecco infine una piccola ma variegata bibliografia che potrebbe dissipare i dubbi degli indecisi o comunque aiutare a scegliere:

Jonathan Safran Foer – Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

Vandana Shiva – Il bene comune della terra

Margherita Hack – Perché sono vegetariana (N.b. nata e morta vegetariana a 91 anni, prima atleta e poi astrofisica)

Jeremy Rifkin – Ecocidio: ascesa e caduta della cultura della carne

Michael Pollan – Il dilemma dell’onnivoro”.

Vi sono vari punti di vista ed opinioni riguardo queste decisioni, l’importante è scegliere consapevolmente. Bisogna sempre valutare attentamente ogni scelta legata alla nostra salute.

Ricordiamo che potete leggere l’intervista a chi, invece, ha deciso di ritornare sulla strada di una dieta onnivora cliccando qui.

 

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