Una vita senza glutine: convivere con la celiachia

Una vita senza glutine: convivere con la celiachia

Senza glutine si può. Storie quotidiane di intolleranze alimentari.

Arianna (nome di fantasia), 35 anni, ha contattato Pharmawizard per chiedere la differenza tra allergia e intolleranza alimentare.

Arianna scrive: «Consultando il blog di Pharmawizard ho visto riportate varie news che trattavano di intolleranze o di allergie e mi sono detta “ma non sono la stessa cosa?”. Evidentemente no. Che differenza c’è tra le due cose?».

Nel risponderle, Arianna ha tenuto a dirci che da anni è celiaca.

«All’inizio era tutto così difficile… prima i dolori, poi le analisi e alla fine non sapere mai dove mangiare. Poi ci si abitua e si riesce anche a regalarsi degli sfizi, ma resta una condizione difficoltosa».

Partendo dal caso di Arianna vogliamo chiedere a voi tutti: sapete cos’è la celiachia? Si tratta di un’allergia o di un’intolleranza? 

Che cos’è la celiachia

“Celiachia” è il nome clinico che prende l’intolleranza permanente al glutine, una malattia cronica da malassorbimento intestinale, originata dall’ipersensibilità verso alcune proteine del glutine, definite prolamine. Le prolamine si trovano in alcuni cereali come il frumento, la segale e l’orzo. Questa ipersensibilità è di solito permanente, non guaribile e in parte geneticamente familiare. La celiachia non ha una trasmissione genetica mendeliana, ma è presente un certo grado di predisposizione nei parenti degli affetti, probabilmente connesso con il complesso maggiore di istocompatibilità ereditato.

Differenza tra intolleranza e allergia

Le intolleranze alimentari, come  appunto la celiachia, sono reazioni dell’organismo che non vedono coinvolto il sistema immunitario. “Intolleranza” indica infatti l’incapacità di sopportare un determinato alimento, in particolare se assunto in dosi abbondanti. L’organismo risponde ribellandosi, causando gonfiori addominali, cefalee, dolori articolari, eczemi, ecc.

Le allergie sono invece reazioni del sistema immunitario, il quale si scatena in risposta a un allergene percepito come estraneo dall’organismo. Sono le proteine stesse dell’alimento ad essere percepite come allergeni. Le conseguenze di una reazione allergica possono essere molto gravi e dannose.

L’allergia al glutine, perciò, differisce dall’intolleranza al glutine (celiachia).

Nel caso dell’allergia al glutine si ha una vera e propria risposta immunitaria, con le IgE – immunoglobuline specifiche (anticorpi delle allergie) contro le proteine della farina.

Nel caso della celiachia abbiamo invece una risposta “immunologica” contro il glutine ma collegato non ad anticorpi IgE bensì a cellule.

I pazienti affetti da allergia al glutine mostrano i sintomi tipici di altre allergie alimentari: reazioni cutanee, del tratto gastrointestinale o di natura respiratoria.

Si può vivere senza glutine?

La dieta senza glutine, seguita con attenzione e rigore, è l’unica terapia che garantisce al paziente celiaco uno stato di salute ideale.
Ciò significa evitare alimenti come frumento, farro, orzo, segale, avena e i loro derivati.
Si possono utilizzare invece altri tipi alimenti quali riso, mais, miglio o manioca.

Adottare una dieta senza glutine non è più cosa drammatica, ormai molte industrie hanno messo in commercio prodotti alimentari per celiaci a base di farine che sostituiscono quella di grano, pane, pasta, biscotti, dolci, cracker, grissini, fette biscottate, merende. La dieta del celiaco si mantiene così varia ed equilibrata nonostante l’esclusione del glutine.

I dati e le cause

Purtroppo 600mila italiani soffrono di intolleranza permanente al glutine, ma solo 100mila ne sono a conoscenza. È importante dunque conoscere i modi in cui si manifesta la patologia sia nei bambini che negli adulti.

Nel bambino l’intolleranza si manifesta dopo qualche mese dall’introduzione del glutine nella dieta, con episodi di diarrea, vomito, anoressia, arresto della crescita o calo ponderale e con sbalzi dell’umore e irritabilità.

Umberto Volta, internista, presidente del comitato scientifico dell’Associazione italiana celiachia (Aic) ha spiegato su OK Salute e Benessere: «È possibile che nella prima infanzia i sintomi siano così acuti da causare una grave disidratazione (per effetto delle scariche diarroiche), con stato di incoscienza che può arrivare anche a quello di coma», aggiunge Volta. «Nelle forme che esordiscono, invece, dopo il secondo-terzo anno di vita, la sintomatologia gastroenterica è per lo più sfumata e in genere prevalgono altri sintomi, quali: deficit dell’accrescimento, dolori addominali, anemiasideropenica».

Invece nell’adulto la celiachia può comparire in qualsiasi periodo della vita, spesso dopo un evento stressante quale una gravidanza, un intervento chirurgico o un’infezione intestinale. Le manifestazioni cliniche sono molto varie: dal malassorbimento con diarrea e perdita di peso, a carenze vitaminiche e di sali minerali, ai crampi, debolezza muscolare fino alle afte. «Molto frequente è l’anemia da carenza di ferro», continua Volta. «Altri sintomi possono essere alterazioni della fertilità e una storia clinica di aborti ricorrenti. Spesso si presentano anche disturbi dell’umore o ansia, che scompaiono quando il glutine viene tolto dalla dieta».

 

 

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