Sesso, masturbazione e anticoncezionali: cosa gli adolescenti non sanno

Sesso, masturbazione e anticoncezionali: cosa gli adolescenti non sanno

Come fare sesso? Masturbarsi spesso fa male? Cosa è un anticoncezionale?

La frequenza con cui gli adolescenti si pongono queste domande può suscitare stupore, eppure sono tutt’ora argomenti problematici per ragazzi e ragazze diciottenni.

Si tratta, infatti, dei risultati di un’indagine condotta a Padova tra 1200 studenti delle scuole superiori, di età compresa tra i 18 e i 20 anni. L’autore dello studio è il professor Carlo Foresta, presidente della Fondazione Foresta Onlus, e sarà pubblicato nella rivista “World Journal of Clinical Cases”.

Agli studenti è stato chiesto: «Se dovessi fare una domanda all’andrologo, quale sarebbe?». Ecco quali sono state le domande più frequenti, suddivise per area tematica.

Sessualità e attività sessuale

Il 40% delle domande riguarda la masturbazione, i rapporti sessuali e i farmaci per migliorare la performance sessuale. In quasi 230 si sono chiesti se la masturbazione puù fiaccare l’attività sportiva, se rischia di danneggiare il pene o se può aiuta a “durare di più” prima del sesso.

Foresta ha spiegato: «A quest’età c’è ancora una certa immaturità sulla sessualità reale a dispetto di quella multimediale, più precoce, che si sviluppa con la masturbazione. Il rapporto maschio – femmina è difficile perché le coetanee sono più evolute, hanno già sviluppato un’aggressività sessuale che il giovane in genere ancora non ha del tutto. Ad oggi il mondo del web, lo scambio di fotografie e video chat hanno fatto nascere una nuova forma di sessualità virtuale».

In circa 200 ignorano che praticando sesso anale non protetto si incorre nel rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili e che gli anticoncezionali più sicuri sono il preservativo e la pillola.

«Secondo i nostri risultati più della metà dei ragazzi che inizia a fare sesso, non usa contraccettivi. Su internet sono in vendita succedanei come schiume o creme che confondono i giovani». I giovani cercano anche metodi farmacologici per migliorarsi a letto. «Domandano se esista un medicinale per far crescere il pene o per risolvere l’eiaculazione precoce. Oggi, per aiutare l’erezione abbiamo farmaci molto potenti. Bisogna però fare attenzione agli acquisti online, i prezzi sono stracciati ma non c’è certezza sul contenuto. In ogni caso il più delle volte il bisogno non è reale, c’è solo l’insicurezza del confronto tra la propria affettività e quella dell’altro».

Malattie trasmissibili

Il 20% degli intervistati, circa 240 persone, ha posto quesiti sull’Hiv, Hpv e le malattie sessualmente trasmissibili.

«Se ne parla poco e sempre meno. Attualmente è possibile trattare l’Hiv con farmaci specifici, da malattia mortale è diventata malattia cronica e così sembra essersi allentata la tensione. Eppure in città colpisce 17 persone su centomila. Se uno ha rapporti a rischio oggi può andare in ospedale e chiedere il trattamento con farmaci antivirali per un mese, atti a impedire immediatamente l’infezione. È una moda pericolosa perché passa il segnale che tutto si risolve. Invece non è così, il farmaco ha effetti collaterali importanti, è costoso perché il trattamento per un mese costa mille euro e infine il ripeterlo può provocare una modificazione del virus alla sensibilità di quel farmaco».

Salute andrologica e fertilità

216 su 1200 sono attenti alla salute del proprio apparato riproduttivo e al potenziale di fertilità. Secondo l’andrologo, il dato è un campanello d’allarme: “Se si tiene conto che il varicocele è presente nel 15-20% dei giovani e nel campione di intervistati vediamo che solo il 18% assume un atteggiamento di preoccupazione significa che nemmeno quelli che ce l’hanno si occupano delle conseguenze. Stesso discorso per il tumore del testicolo, considerando che nel maschio è il tumore solido più frequente dai 18 ai 40 anni».

Stili di vita e salute sessuale

Solo il 12% dei padovani avrebbe chiesto a un andrologo informazioni su un corretto stile di vita in relazione alla salute sessuale.

Ai ragazzi non interessa se il consumo di alcol o droghe altera il sistema endocrino, riproduttivo, andrologico e la salute in genere. La percentuale è bassa, questo dimostra che i messaggi che promuovono una vita sana non vengono recepiti. Anzi».

Il 9% degli studenti, infine, chiede se la fruizione di pornografia online può dare dipendenza e se la verginità in un maschio si può vedere a occhio nudo.

Le domande sulla propria identità sessuale restano poi argomento importante e formativo di ogni ragazzo come sempre, da sempre. Le scuole, le strutture sanitarie e le famiglie hanno il dovere di unirsi per promuovere una maggiore consapevolezza, sessuale e non, anche tra i più giovani. Perché non c’è davvero “un’età giusta” per cominciare a volersi bene.

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