Sindrome della morte in culla: niente panico, informiamoci!

Sindrome della morte in culla: niente panico, informiamoci!

di Francesca Moroni – Ostetrica

La “Sindrome della Morte in Culla” (SIDS) è un evento improvviso e drammatico che interessa solitamente bambini di età inferiore ad un anno.

Le cause non sono ancora state individuate con certezza ma la ricerca sta andando avanti a passi da gigante e via via ci stiamo avvicinando alla scoperta dell’ eziopatogenesi (lo studio che analizza le cause per cui insorge una malattia).

La morte in culla

Il principale responsabile ad oggi sembrerebbe un difetto di coordinazione tra i neurotrasmettitori cerebrali: in parole molto semplici, di fronte ad un pericolo verificatosi nel sonno (come la carenza di ossigeno), il bambino non sarebbe in grado di riconoscerlo come tale e di conseguenza non sarebbe capace di mettere in atto dei comportamenti di difesa, tra i quali il risveglio per asfissia. La mancanza di ossigeno dunque, è il presupposto fondamentale affinché si verifichi la morte improvvisa ed è proprio sulla prevenzione dell’asfissia che bisogna focalizzarsi in quanto genitori, nonni, baby-sitter e chiunque abbia a che fare con il sonno di un bambino.

Le regole da seguire sono davvero molto semplici, forse ancora poco conosciute, ma facilmente memorizzabili e soprattutto facili da applicare. Vediamole insieme!

Attenzione all’ambiente

L’ambiente nel quale dorme un bambino sembrerebbe incidere notevolmente sulla qualità del sonno e su quella del respiro. Dormire in ambienti troppo caldi o troppo freddi, eccessivamente profumati o maleodoranti, senza un minimo ricambio di aria sono considerati tra i principali fattori di rischio di SIDS; anche l’esposizione del bambino al fumo di sigaretta è da considerarsi estremamente dannosa: fumare in casa, fumare in gravidanza o essere esposte al fumo passivo aumenta notevolmente il rischio di SIDS!

E importante dunque regolare la temperatura di casa, evitando eccessivi aumenti di calore: 20-22 °C sono perfetti. Non lasciare poi che si fumi dentro casa (anche in caso di parenti e visitatori!) ed evitare di utilizzare deodoranti per ambiente particolarmente profumati; un consiglio è anche quello di far arieggiare la stanza del bambino prima di portarlo a nanna, in modo da permettere un adeguato ricambio di aria.

Attenzione alla nanna

Anche in questo caso, le regole da seguire sono estremamente semplici.

La più importante è sicuramente quella di far dormire il bimbo a pancia in su; MAI in posizione prona; per aiutarlo, può essere utile incalzare bene le coperte della culla. Per evitare che durante il sonno scivoli al di sotto delle lenzuola, la mamma dovrebbe posizionare il bebè con i piedini che toccano la base della culla e sistemare di conseguenza le coperte! Evitare poi di lasciare insieme al bimbo oggetti come peluche, asciugamani da coccolare o giochini vari: potrebbero rappresentare una fonte di soffocamento. Non lasciare dormire il bambino con cuscini e materassi particolarmente soffici: non sono indicati per la sua colonna vertebrale e soprattutto possono provocare soffocamento.

Allattare al seno

L’allattamento naturale rappresenta una grande protezione. I bambini allattati al seno riescono a coordinare meglio il proprio ritmo respiratorio e hanno un sistema neuronale che tende a svilupparsi precocemente. Il seno di mamma resta sempre una splendida risorsa!

L’uso del ciuccio sembra ridurre notevolmente il rischio di SIDS, ma è fondamentale evitarlo almeno per il primo mese di vita (in modo da non interferire con l’allattamento).

Come vedete, cari genitori, le regole da seguire sono poche e semplici: non facciamoci prendere dal panico, l’informazione e la scienza sono dalla nostra parte!

 

Autore

Francesca Moroni 11 posts

È una giovane ostetrica completamente innamorata del proprio lavoro. Durante gli studi di medicina ha scoperto la sua passione per l’ostetricia e così si è laureata con Lode presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Oggi collabora con l’ospedale di Palestrina (RM), assistendo le donne a mettere al mondo una nuova vita, supportandole durante la gravidanza e nell’emozionante fase dell’allattamento.

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