Test HIV fai-da-te nelle farmacie italiane per una migliore prevenzione

Test HIV fai-da-te nelle farmacie italiane per una migliore prevenzione

Da dicembre dello scorso anno, in occasione della giornata mondiale dell’Aids, 2.800 farmacie italiane hanno messo a disposizione un test HIV fai-da-te distribuito dall’azienda Mylan che permette di verificare la sieropositività  in completa autonomia e pieno anonimato. Il test può essere comprato senza ricetta medica da chi abbia raggiunto la maggiore età al costo di 20 euro.

COME SI USA IL TEST HIV FAI-DA-TE?

È molto semplice. Basterò eseguire una piccolissima puntura sul polpastrello e aspettare un quarto d’ora. Il risultato avrà una veridicità del 99,8%.  La Fondazione Onlus the Bridge ha presentato il nuovo test alla Camera sottolineando l’importanza della sensibilizzazione e l’abbattimento dei pregiudizi che ruotano intorno alla malattia. Solo il 40% circa della popolazione italiana, infatti, risulta consapevole della necessaria tempestività di presa di coscienza per una cura efficace del virus.

NON SI MUORE PIÙ DI HIV

La paura di emarginazione e il rifiuto sociale  hanno portato dunque all’innalzamento di tabù intorno malattia e ad una vera e propria presa di distanza dalla prevenzione. In realtà la sieropositività non è più una condanna a morte. Infatti le terapie antiretrovirali  degli ultimi anni permettono ai sieropositivi di arrivare ad una viremia non rilevabile. In altre parole la possibilità che il virus Hiv sfoci in Aids sono pressoché nulle e di conseguenza anche la possibilità di trasmettere il virus. Il problema è che in Italia si arriva spesso alla diagnosi di HIV in condizioni cliniche molto avanzate, ecco perché  una percentuale consistente di persone malate di Aids  è costituito da coloro che non sapevano di essere Hiv positive.

OBBIETTIVO: MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA

Secondo la Fondazione Onlus The Bridge il test fai da te proprio per il suo semplice uso e grazie all’auto somminstrazione, potrebbe contribuire a rendere l’infezione da HIV più simile ad altre patologie croniche e quindi a superare il tabù culturale eretto intorno a questa malattia.

Nonostante la crescita di studi sempre più autorevoli verso una terapia definitiva, è comunque fondamentale una continua sensibilizzazione all’uso del preservativo.

Giorgia Isabella Tripaldi

 

 

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