Toxoplasmosi in gravidanza: di cosa ci dobbiamo preoccupare veramente?

Toxoplasmosi in gravidanza: di cosa ci dobbiamo preoccupare veramente?

Di Francesca Moroni – Ostetrica

La toxoplasmosi è un’infezione causata da un protozoo – il toxoplasma gondii –  che si comporta da parassita infestando le cellule di altri esseri viventi (in pratica ha bisogno di altri organismi per poter sopravvivere e riprodursi).

Gli animali “ospitanti” sono molteplici: dai mammiferi agli uccelli, passando per rettili e molluschi; il protozoo si trasmette da animale ad animale (compreso l’uomo) attraverso la carne infetta o attraverso il contatto con le feci o il terreno contaminato.

Come si contrae la Toxoplasmosi?

Contrarre la toxoplasmosi in gravidanza può essere pericoloso per la salute del nascituro, poiché la madre infetta potrebbe trasmettere l’infezione all’embrione-feto a qualsiasi epoca gestazionale; ma se per la donna non ci sono grandi rischi, per il prodotto del concepimento il rischio potrebbe essere notevole: abortivita, lesioni cerebrali, ritardo di crescita e nello sviluppo motorio, cecità. La probabilità che la mamma infetta contagi il proprio bambino è direttamente proporzionale all’epoca gestazionale (più si va avanti con la gravidanza e più la placenta “lascia passare” l’infezione); la capacità del bambino di ammalarsi invece è, per contro, inversamente proporzionale all’epoca di gestazione: più il prodotto del concepimento è piccolo (allo stadio di embrione) e meno probabilità ha di difendersi.

Evitare il contagio

In virtù del fatto che la toxoplasmosi è un’infezione piuttosto problematica e soprattutto perché evitarla è possibile e facile, in gravidanza resta fondamentale la prevenzione: esiste qualche semplice trucchetto che può aiutarci e che deve sempre essere considerato.

  1. Innanzitutto, non demonizziamo i poveri gatti che ci hanno sempre fatto compagnia. E’ vero che una delle fonti di contaminazione sono proprio le feci di questi felini, ma si parla di gatti RANDAGI e non di gatti domestici che mangiano cibo in scatola e che hanno la lettiera sempre pulita. Basta scene di gatti portati a casa della nonna, della suocera, ecc., perché “in gravidanza non si può!”. Fondamentale invece, è utilizzare sempre i guanti per pulire la lettiera e procedere poi ad una accurata igiene delle mani.
  2. Evitare di mangiare e possibilmente anche di manipolare carne cruda o poco cotta; lavarsi sempre le mani dopo aver toccato la carne.
  3.  Lavare bene frutta e verdura.
  4. Fare giardinaggio con i guanti e procedere poi ad una accurata igiene delle mani.

Come si effettua la diagnosi?

Per quanto riguarda la diagnosi di infezione per la donna, in gravidanza si ricorre ad esami ematici (toxo-test) che vengono ripetuti a seconda delle esigenze del caso e delle rispettive Linee Guida e che permettono di valutare se la donna è protetta dall’infezione (perché contratta in passato), infetta o a rischio (perché non ha mai contratto l’infezione e quindi non ne è immune). In caso di positività, dopo ulteriori valutazioni e indagini mirate al prodotto del concepimento, si può ricorrere alla terapia antibiotica combinata.

Ancora una volta quindi, niente panico: basta informarsi per fare prevenzione!

Scrivi a Francesca: f.moroni@pharmawizard.it

Autore

Francesca Moroni 11 posts

È una giovane ostetrica completamente innamorata del proprio lavoro. Durante gli studi di medicina ha scoperto la sua passione per l’ostetricia e così si è laureata con Lode presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Oggi collabora con l’ospedale di Palestrina (RM), assistendo le donne a mettere al mondo una nuova vita, supportandole durante la gravidanza e nell’emozionante fase dell’allattamento.

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