Trapianto di testa: il pioniere sarà un medico italiano

Trapianto di testa: il pioniere sarà un medico italiano

Sei mesi fa il suo annuncio aveva sconvolto la comunità scientifica, innescando uno “spinoso” dibattito etico-scientifico. Negli ultimi giorni è tornato alla ribalta con alcuni dettagli che ci dimostrano come le sue convinzioni siano ben più di una provocazione. Parliamo del neurochirurgo italiano Sergio Canavero e del suo ambizioso progetto del trapianto della testa o, se vogliamo, di corpo.

La fantascienza si evolve in realtà

«La fantascienza diventa scienza molto rapidamente», replica il neurochirurgo a chi ha definito il suo progetto come un intervento “ai confini della scienza”. In fondo è normale che un progetto di questa portata attiri critiche e scetticismo, e quel susseguirsi di polemiche che si è scatenato in seguito al suo annuncio, non è stato che la conferma della sconvolgente innovazione della sua proposta.

Trapianto di testa: la procedura

La procedura prevede il raffreddamento della testa del ricevente e del corpo del donatore, così da aumentare il tempo di sopravvivenza delle cellule. Successivamente si seziona il tessuto intorno al collo (sia di donatore che di ricevente) e si collegano i principali vasi sanguigni. La parte più difficile (e controversa) è il collegamento del midollo. La tecnica di Canavero prevede di spruzzare la zona di glicole polietilenico, una speciale colla biologica che dovrebbe innescare l’adesione delle membrane cellulari di donatore e ricevente.

Ma mentre ci si chiede se sia davvero possibile portare a termine un simile intervento, Canavero fornisce ulteriori dettagli, una data e un luogo: Dicembre 2017, in Cina, all’Università Medica di Harbin. Sarà probabilmente lì che, una volta ottenuti i permessi, l’equipe di chirurghi si avvicenderà per le circa 36 ore di intervento previste.

Un volontario

Intanto è emerso anche il nome di un volontario: Valery Spiridonov, un trentenne russo che soffre di atrofia muscolare spinale di tipo I, una gravissima malattia che provoca il deterioramento dei neuroni motori fino alla paralisi muscolare completa. «Quando ho capito che potevo partecipare a un progetto così importante non ho avuto più dubbi» afferma il fiducioso Spiridonov «ora sono solo impaziente di cominiciare».

La questione etica

A questo punto all’interno del dibattito, si dividono le posizioni anche tra i più critici. È davvero solo una questione scientifica o si dovrebbero fare delle considerazioni più profonde, a livello etico? Questa è solo una delle domande che si pongono coloro che, non escludendo  il buon esito dell’intervento, si chiedono se questo “progresso” non possa comportare una perdita del valore del corpo e della vita stessa. Ma qui, come sempre, entra in gioco la buonafede della società, ricorda Canavero. La medicina, da parte sua, cercherà di fare il suo percorso.

Forse è solo una grossa “bufala”

Al di là di tutte le questioni etiche, nessuno  o pochi sembrano essersi interrogati sulla reale fattibilità tecnica dell’operazione: come si fa ad “attaccare” migliaia di assoni con i collegamenti nervosi corrispondenti di un altro corpo? È una domanda da un miliardo di euro, che da sola è in grado di far comprendere, in maniera, lampante, la totale utopia tecnica alla base di questo sensazionale annuncio.

L’etica, in questo senso, rimane solo una speculazione più affine ad un romanzo fantascientifico di Philip K. Dick, più che alla realtà dell’impossibile caso concreto.

 

 

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