Un farmaco per prevenire la pedofilia?

Un farmaco per prevenire la pedofilia?

Pochi giorni fa sul giornale inglese Telegraph ha fatto scalpore la notizia, piuttosto controversa, sull’avvio di una campagna di crowdfunding  per lo sviluppo di un farmaco in grado di prevenire atti di pedofilia attraverso l’inibizione dello stimolo sessuale nei pedofili.

Esiste un farmaco per prevenire la pedofilia?

Il farmaco in questione si chiama Degarelix ed è attualmente utilizzato come trattamento per il tumore alla prostrata. Si tratta infatti di un ormone la cui funzione è quella di bloccare i segnali cerebrali che stimolano i testicoli a produrre testosterone, che, come è noto è direttamente connesso con l’eccitamento sessuale e la rabbia.

Si presenta come come una soluzione iniettabile il cui effetto dura circa 3 mesi.

L’ipotesi è quella di un impiego del farmaco-inibitore come cura preventiva in soggetti che presentano un alto rischio di commettere abusi sessuali su minori. Ed è qui che si apre il capitolo più controverso di questa vicenda.

Lo studio svedese

I ricercatori del Karolinska Insitute  che hanno avanzato la proposta di finanziare – anche attraverso il crowdfunding –  uno studio clinico specifico per accertare l’efficacia della cura preventiva a base di Degarelix, sono convinti che esistano evidenza numeriche sufficienti a provare la necessità di questo studio.

In primis, secondo uno studio pubblicato dallo stesso istituto, viene considerato che circa il 40% del rischio di commettere un crimine del genere è genetico [sic]. Inoltre, a sostegno della tesi di una cura preventiva, viene citato il dato che molti crimini legati ad episodi di pedofilia sono spesso recidive, ovvero ricadute di uno stesso soggetto.

Le controversie etiche

Diversi anni fa il dibattito si accese anche nel nostro paese dopo che in Russia fu approvata una legge che prevedeva l’utilizzo della castrazione chimica come deterrente contro la pedofilia.

Anche nel caso dell’impiego del Degarelix per i “soggetti a rischio” tira in ballo enormi questioni etiche e sociali. Innanzitutto le questioni relative alla diagnosi: come si riconosce un pedofilo? La diagnosi di pedofilia può essere svolta in maniera preventiva, ovvero prima del verificarsi di un episodio di violenza su un minore?7

Si tratta di un tipo di scenario che sembra appartenere alla finzione di “Minority Report”, il film di fantascienza in un cui uno speciale gruppo di poliziotti della pre-crimine arrestavano i potenziali criminali prima che commettessero un delitto.

In secondo luogo l’inibizione chimica dello stimolo sessuale comprometterebbe la possibilità dell’individuo di procreare, ledendo così un diritto fondamentale, sebbene sentir parlare di diritto alla procreazione per un pedofilo può sembrare alquanto paradossale.

A giudicare dall’attenzione e dalla coda di commenti che ogni volta si creano attorno a questo argomento, si comprende che il dibattito ancora ferve. Tuttavia, va notato come un disturbo del comportamento è un disturbo che non può essere trattato solo mediante una terapia farmacologica. L’utilizzo esclusivo di un farmaco, a prescindere dalla questioni etiche che esso solleva, è un semplificazione brutale ad un problema più complesso e stratificato, che coinvolge la sfera emotiva dell’individuo, ma anche il cotesto sociale e culturale in cui è immerso.

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